Mese: Ottobre 2023 Pagina 7 di 84

A Lampedusa confronto pescatori e ricercatori su ecosistema marino

 

A Lampedusa confronto pescatori e ricercatori su ecosistema marino – L’isola delle Pelagie ospiterà oggi, 29 ottobre, i nuovi incontri dell’innovativo progetto europeo ‘Knowledge based fishing‘ realizzato dal CirspeCentro Italiano Ricerche e Studi sulla Pesca con il sostegno finanziario del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (misura 1.39). L’iniziativa progettuale, realizzata nel quadro del Programma Operativo Feamp 2014/2020, è strutturata come una sorta di seminario peripatetico lungo le principali marinerie della Sicilia dove scienza e mondo economico-produttivo si confrontano sulle condizioni dell’ecosistema marino con l’obiettivo di immaginare quale possa essere la rotta futura dei pescatori e degli operatori ittici siciliani alla luce delle nuove sfide su tracciabilità e sostenibilità

Sarà l’isola di Lampedusa la location d’eccezione per i prossimi incontri del progetto FEAMP ‘Caratterizzazione dell’attività alieutica e delle risorse ittiche nelle acque siciliane per praticare una pesca sostenibile basata sulle conoscenze (knowledge based fishing)‘, iniziativa che da diversi mesi sta portando in giro per la Sicilia esperti, tecnici ed operatori del comparto pesca che, nell’ambito di una fitta ed incisiva rete di meeting, si confrontano pubblicamente su un tema di assoluta attualità per il futuro del Mediterraneo e delle marinerie siciliane: come interpretare ed applicare i dati della ricerca scientifica per valorizzare le produzioni, migliorando i sistemi di tracciabilità per renderli maggiormente riconoscibili al pubblico; il tutto in un’ottica di compiuta e corretta sostenibilità delle catture.

Si confronteranno sulla tematica insieme ai pescatori, agli armatori e agli operatori della marineria dell’isola Gilberto Ferrari, responsabile nazionale Confcooperative per la pesca e l’acquacoltura e presidente del Cirspe, il sindaco di Lampedusa Filippo Mannino, il presidente del Consorzio gestione pesca artigianale Salvatore Martello, il presidente dell’associazione armatori di Lampedusa Piero Billeci, il presidente di Fedagripesca Sicilia Nino Accetta e le Autorità marittime locali.

“Abbiamo messo in piedi un progetto con un ambizioso obiettivo che però riteniamo ineludibile: contemperare le esigenze dei lavoratori della pesca con l’indispensabile attenzione e cura all’ambiente marino – afferma Gilberto Ferrari -. Da anni Confcooperative è impegnata per assicurare un’economia sostenibile attraverso modalità di lavoro che garantiscano un equilibrio tra le aspettative produttive ed il rispetto dell’ambiente. Il nostro mandato è quello di contribuire ad assicurare un presente capace di dare reddito ai soci ed ai pescatori delle nostre cooperative ma che al tempo stesso immagini un futuro per le prossime generazioni. Grazie anche al lavoro del nostro centro studi, che da anni opera nel campo della ricerca applicata alla pesca, abbiamo raccolto sinora una consistente e significativa mole di dati sui pesci e gli organismi che popolano le acque mediterranee, un lavoro che è stato possibile oggi affinare e perfezionare grazie al fondo FEAMP e alla misura 1.39 declinata alla specificità delle acque siciliane. Grazie al sostegno dell’Europa oggi abbiamo a disposizione una nuova serie di preziosi elementi scientifici che abbiamo il dovere di condividere con quanti traggono sostentamento dal mare, per tentare di favorirne il lavoro nella direzione della piena e corretta sostenibilità. Il mare va rispettato, custodito gelosamente gestendone bene le risorse assicurandone la rinnovabilità; ma per consentire all’uomo di continuare a pescare dobbiamo avere il coraggio e la consapevolezza che agire solo sul nostro settore è sbagliato ed ipocrita. Sono anni che andiamo rivendicando un approccio olistico che tenga nel debito conto l’incidenza degli altri fattori che comunque alterano l’ecosistema marino. Per non parlare poi della concorrenza spesso sleale delle altre flotte extra-Ue. E partendo da questo aspetto, basilare per gli operatori di Lampedusa che quotidianamente hanno a che fare con una realtà complessa quale quella della loro isola e del suo mare, vogliamo disegnare una vera e propria roadmap in grado di aiutare, negli anni a venire, i pescatori siciliani lungo l’ambizioso percorso dell’innovazione e della sostenibilità coniugando queste sfida con quella, altrettanto importante, della valorizzazione del prodotto che da sempre impreziosisce ogni giorno le nostre tavole”.

Altro tema ‘caldo’ dell’incontro del 29 ottobre a Lampedusa sarà quello delle garanzie per i consumatori circa la provenienza e la salubrità del pescato acquistato nella grande e piccola distribuzione. Si parlerà quindi della spinosa questione della tracciabilità, tema che coinvolge in primis gli operatori del settore, dai pescatori ai commercianti, sui quali pesano le maggiori responsabilità legate alla commercializzazione di un prodotto che soddisfi tutti i requisiti di legge in termini di qualità e salubrità. Su questo saranno chiamati al confronto anche le Istituzioni a partire dalla Guardia Costiera, che illustrerà le modalità di controllo sul pescato, gli armatori e gli imprenditori, nonché i pescatori che ogni giorno prendono il largo verso il mare di Lampedusa per sbarcare poi un prodotto che, senza dubbio, necessita anche di una maggiore conoscenza da parte degli acquirenti per rispettare la stagionalità delle specie ittiche in tavola, ulteriore garanzia di tracciabilità.

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A Lampedusa confronto pescatori e ricercatori su ecosistema marino

 

A Lampedusa confronto pescatori e ricercatori su ecosistema marino – L’isola delle Pelagie ospiterà oggi, 29 ottobre, i nuovi incontri dell’innovativo progetto europeo ‘Knowledge based fishing‘ realizzato dal CirspeCentro Italiano Ricerche e Studi sulla Pesca con il sostegno finanziario del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (misura 1.39). L’iniziativa progettuale, realizzata nel quadro del Programma Operativo Feamp 2014/2020, è strutturata come una sorta di seminario peripatetico lungo le principali marinerie della Sicilia dove scienza e mondo economico-produttivo si confrontano sulle condizioni dell’ecosistema marino con l’obiettivo di immaginare quale possa essere la rotta futura dei pescatori e degli operatori ittici siciliani alla luce delle nuove sfide su tracciabilità e sostenibilità

Sarà l’isola di Lampedusa la location d’eccezione per i prossimi incontri del progetto FEAMP ‘Caratterizzazione dell’attività alieutica e delle risorse ittiche nelle acque siciliane per praticare una pesca sostenibile basata sulle conoscenze (knowledge based fishing)‘, iniziativa che da diversi mesi sta portando in giro per la Sicilia esperti, tecnici ed operatori del comparto pesca che, nell’ambito di una fitta ed incisiva rete di meeting, si confrontano pubblicamente su un tema di assoluta attualità per il futuro del Mediterraneo e delle marinerie siciliane: come interpretare ed applicare i dati della ricerca scientifica per valorizzare le produzioni, migliorando i sistemi di tracciabilità per renderli maggiormente riconoscibili al pubblico; il tutto in un’ottica di compiuta e corretta sostenibilità delle catture.

Si confronteranno sulla tematica insieme ai pescatori, agli armatori e agli operatori della marineria dell’isola Gilberto Ferrari, responsabile nazionale Confcooperative per la pesca e l’acquacoltura e presidente del Cirspe, il sindaco di Lampedusa Filippo Mannino, il presidente del Consorzio gestione pesca artigianale Salvatore Martello, il presidente dell’associazione armatori di Lampedusa Piero Billeci, il presidente di Fedagripesca Sicilia Nino Accetta e le Autorità marittime locali.

“Abbiamo messo in piedi un progetto con un ambizioso obiettivo che però riteniamo ineludibile: contemperare le esigenze dei lavoratori della pesca con l’indispensabile attenzione e cura all’ambiente marino – afferma Gilberto Ferrari -. Da anni Confcooperative è impegnata per assicurare un’economia sostenibile attraverso modalità di lavoro che garantiscano un equilibrio tra le aspettative produttive ed il rispetto dell’ambiente. Il nostro mandato è quello di contribuire ad assicurare un presente capace di dare reddito ai soci ed ai pescatori delle nostre cooperative ma che al tempo stesso immagini un futuro per le prossime generazioni. Grazie anche al lavoro del nostro centro studi, che da anni opera nel campo della ricerca applicata alla pesca, abbiamo raccolto sinora una consistente e significativa mole di dati sui pesci e gli organismi che popolano le acque mediterranee, un lavoro che è stato possibile oggi affinare e perfezionare grazie al fondo FEAMP e alla misura 1.39 declinata alla specificità delle acque siciliane. Grazie al sostegno dell’Europa oggi abbiamo a disposizione una nuova serie di preziosi elementi scientifici che abbiamo il dovere di condividere con quanti traggono sostentamento dal mare, per tentare di favorirne il lavoro nella direzione della piena e corretta sostenibilità. Il mare va rispettato, custodito gelosamente gestendone bene le risorse assicurandone la rinnovabilità; ma per consentire all’uomo di continuare a pescare dobbiamo avere il coraggio e la consapevolezza che agire solo sul nostro settore è sbagliato ed ipocrita. Sono anni che andiamo rivendicando un approccio olistico che tenga nel debito conto l’incidenza degli altri fattori che comunque alterano l’ecosistema marino. Per non parlare poi della concorrenza spesso sleale delle altre flotte extra-Ue. E partendo da questo aspetto, basilare per gli operatori di Lampedusa che quotidianamente hanno a che fare con una realtà complessa quale quella della loro isola e del suo mare, vogliamo disegnare una vera e propria roadmap in grado di aiutare, negli anni a venire, i pescatori siciliani lungo l’ambizioso percorso dell’innovazione e della sostenibilità coniugando queste sfida con quella, altrettanto importante, della valorizzazione del prodotto che da sempre impreziosisce ogni giorno le nostre tavole”.

Altro tema ‘caldo’ dell’incontro del 29 ottobre a Lampedusa sarà quello delle garanzie per i consumatori circa la provenienza e la salubrità del pescato acquistato nella grande e piccola distribuzione. Si parlerà quindi della spinosa questione della tracciabilità, tema che coinvolge in primis gli operatori del settore, dai pescatori ai commercianti, sui quali pesano le maggiori responsabilità legate alla commercializzazione di un prodotto che soddisfi tutti i requisiti di legge in termini di qualità e salubrità. Su questo saranno chiamati al confronto anche le Istituzioni a partire dalla Guardia Costiera, che illustrerà le modalità di controllo sul pescato, gli armatori e gli imprenditori, nonché i pescatori che ogni giorno prendono il largo verso il mare di Lampedusa per sbarcare poi un prodotto che, senza dubbio, necessita anche di una maggiore conoscenza da parte degli acquirenti per rispettare la stagionalità delle specie ittiche in tavola, ulteriore garanzia di tracciabilità.

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Imbarcazioni britanniche sotto i 6 metri devono adottare geolocalizzazione satellitare

 

Imbarcazioni britanniche sotto i 6 metri devono adottare geolocalizzazione satellitare – Il governo britannico, tramite la MMO (Marine Management Organization), sta intensificando i controlli sulla flotta artigianale sotto i 12 metri con l’adozione di dispositivi di posizionamento VMS. Attualmente è attivo il processo per le imbarcazioni sotto i 6 metri, che dovranno segnalare la loro posizione. La regolamentazione richiederà che tutte le unità siano dotate del dispositivo entro l’inizio del 2024, data in cui diventerà obbligatorio.

I pescatori con imbarcazioni sotto i sei metri riceveranno sovvenzioni fino a 1.200 euro circa per imbarcazione, come previsto anche per le unità fino a 12 metri. La MMO esorta i piccoli proprietari a ordinare i dispositivi e a finanziarli attraverso il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, prima della sua chiusura.

Peter Clark, direttore delle operazioni della MMO, sottolinea che i dati VMS offriranno una visione senza precedenti dell’attività di pesca, contribuendo a ottimizzare le opportunità e a sviluppare modelli per la gestione e la tutela delle risorse ittiche. I dati dalle imbarcazioni sotto i sei metri consentiranno una maggiore comprensione, specialmente per la piccola pesca e le questioni di mobilità. Inoltre, gli utenti vedranno miglioramenti in termini di sicurezza in mare e tracciabilità dei prodotti. Questo passo rappresenta un’importante evoluzione verso una gestione più efficace e sostenibile delle risorse marine nel Regno Unito.

Imbarcazioni britanniche sotto i 6 metri devono adottare geolocalizzazione satellitare

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Europa in marcia verso il 45% di energia rinnovabile entro il 2030

Europa in marcia verso il 45% di energia rinnovabile entro il 2030

 

Europa in marcia verso il 45% di energia rinnovabile entro il 2030 – L’Unione Europea si impegna a raggiungere almeno il 42,5% di energia rinnovabile entro il 2030, con l’obiettivo più ambizioso del 45%. In pratica questa sfida richiederà in sei anni, una significativa espansione delle capacità eoliche, passando da 204 GW nel 2022 a oltre 500 GW nel 2030.

Tuttavia, il settore eolico affronta sfide uniche, come domanda incerta e autorizzazioni lente. Per affrontare questa situazione, la Commissione europea ha presentato un piano d’azione europeo per l’energia eolica, garantendo la transizione verso un’energia pulita in linea con la competitività industriale. Il piano d’azione europeo per l’energia eolica definisce una serie di azioni immediate.

– Accelerare l’implementazione e migliorare le autorizzazioni

Nel 2022, sono stati aggiunti 16 GW di installazioni eoliche, ma è necessario un aumento significativo per raggiungere l’obiettivo UE 2030. L’iniziativa “Accele-RES” mira a implementare rapidamente le norme UE sulle energie rinnovabili, con un focus sulla digitalizzazione delle autorizzazioni. Gli Stati membri sono incoraggiati a migliorare la visibilità dei progetti e a potenziare le reti elettriche.

– Design dell’asta ottimizzato

La Commissione supporterà gli Stati membri nell’implementazione di aste più efficaci, basate su criteri obiettivi, garantendo progetti ben realizzati e tempestivi. All’esterno dell’UE, i progetti Global Gateway promuoveranno standard di appalto strategici. La cibersicurezza sarà valutata.

– Accesso ai finanziamenti

La Commissione semplificherà l’accesso ai finanziamenti dell’UE, in particolare attraverso il Fondo per l’Innovazione, mentre la Banca europea per gli investimenti offrirà garanzie di riduzione del rischio. Gli Stati membri sono incoraggiati a utilizzare gli aiuti di Stato per sostenere la produzione eolica.

– Competitività globale

La Commissione monitorerà pratiche commerciali sleali a vantaggio dei produttori eolici stranieri, utilizzando accordi commerciali per facilitare l’accesso ai mercati esteri e promuovendo norme UE e internazionali.

– Sviluppo delle competenze

Partenariati di competenze promuoveranno lo sviluppo delle energie rinnovabili. La Commissione faciliterà accademie europee di competenze, incluso un focus sull’energia eolica, per formare 100.000 studenti entro tre anni.

– Coinvolgimento dell’industria e impegni degli Stati Membri

Una Carta dell’Energia Eolica dell’UE sarà sviluppata in collaborazione tra Commissione, Stati membri e industria per mantenere la competitività.

Obiettivi ambiziosi per l’energia eolica offshore

L’energia eolica offshore sarà cruciale per gli obiettivi UE. Gli Stati membri hanno concordato ambiziosi obiettivi per il 2030 e il 2040. La Commissione intensificherà gli sforzi per supportare questo settore, con focus su infrastrutture, autorizzazioni rapide e pianificazione marittima.

L’UE si muove con decisione verso una produzione di energia sempre più verde, affrontando sfide e investendo in soluzioni innovative per garantire un futuro sostenibile.

Eolico offshore e impatto sulle attività di pesca

L’impatto economico sui pescatori locali può essere significativo. Le restrizioni o i divieti di pesca nelle vicinanze di parchi eolici offshore possono ridurre le opportunità di pesca e quindi i redditi dei pescatori. Le comunità che dipendono fortemente dall’attività di pesca locale potrebbero essere particolarmente colpite.

Al fine di mitigare questi impatti economici, è importante che siano implementati adeguati programmi di compensazione o soluzioni alternative per i pescatori locali. Questi potrebbero includere programmi di riqualificazione, supporto finanziario o opportunità di impiego alternative, come ad esempio la partecipazione alle operazioni di manutenzione e gestione del parco eolico.

Inoltre, è essenziale coinvolgere i pescatori locali nelle fasi di pianificazione e sviluppo dei parchi eolici offshore per garantire che le loro preoccupazioni siano prese in considerazione e che vengano adottate misure adeguate per mitigare gli impatti economici.

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Imbarcazioni britanniche sotto i 6 metri devono adottare geolocalizzazione satellitare

 

Imbarcazioni britanniche sotto i 6 metri devono adottare geolocalizzazione satellitare – Il governo britannico, tramite la MMO (Marine Management Organization), sta intensificando i controlli sulla flotta artigianale sotto i 12 metri con l’adozione di dispositivi di posizionamento VMS. Attualmente è attivo il processo per le imbarcazioni sotto i 6 metri, che dovranno segnalare la loro posizione. La regolamentazione richiederà che tutte le unità siano dotate del dispositivo entro l’inizio del 2024, data in cui diventerà obbligatorio.

I pescatori con imbarcazioni sotto i sei metri riceveranno sovvenzioni fino a 1.200 euro circa per imbarcazione, come previsto anche per le unità fino a 12 metri. La MMO esorta i piccoli proprietari a ordinare i dispositivi e a finanziarli attraverso il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, prima della sua chiusura.

Peter Clark, direttore delle operazioni della MMO, sottolinea che i dati VMS offriranno una visione senza precedenti dell’attività di pesca, contribuendo a ottimizzare le opportunità e a sviluppare modelli per la gestione e la tutela delle risorse ittiche. I dati dalle imbarcazioni sotto i sei metri consentiranno una maggiore comprensione, specialmente per la piccola pesca e le questioni di mobilità. Inoltre, gli utenti vedranno miglioramenti in termini di sicurezza in mare e tracciabilità dei prodotti. Questo passo rappresenta un’importante evoluzione verso una gestione più efficace e sostenibile delle risorse marine nel Regno Unito.

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