Mese: Dicembre 2024 Pagina 4 di 16

ASC si racconta – Acquacoltura responsabile, per il mare, le persone ed il pianeta

ASC si racconta – Acquacoltura responsabile, per il mare, le persone ed il pianeta

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ASC si racconta – Acquacoltura responsabile, per il mare, le persone ed il pianeta

Chi siamo

Aquaculture Stewardship Council (ASC) è un’organizzazione non governativa no profit fondata dal WWF Paesi Bassi e IDH (Dutch Sustainable Trade Initiative) con la missione di trasformare l’acquacoltura in un’industria più sostenibile.

ASC mira a garantire che i prodotti ittici provenienti da allevamenti certificati siano ottenuti in modo responsabile, rispettando l’ambiente e le persone.

Gli standard ASC

ASC gestisce standard che definiscono le best practices per gli allevamenti ittici e per i mangimifici. Questi si basano su dati scientifici e misurabili e si applicano a livello globale.

Impatto ambientale

Le aziende ittiche devono soddisfare severi requisiti che riducono l’impatto sull’ambiente.
Sono inoltre responsabili della gestione della salute dei loro pesci, incluso tutto ciò che consumano, dal mangime ai medicinali.

 

Alimentazione

Lo Standard ASC sui mangimi affronta uno dei maggiori impatti potenziali dell’acquacoltura, la produzione di mangimi, e lo fa in modo olistico, richiedendo un approvvigionamento responsabile per tutti i principali ingredienti dei mangimi.


Filiera

Il nostro Standard di Catena di Custodia è uno standard di tracciabilità dell’intera catena di fornitura, dall’allevamento / azienda certificata al prodotto a cui viene apposto il marchio ASC.

Impatto sociale

Le aziende devono garantire condizioni di lavoro sicure e prendersi cura dei propri dipendenti come delle comunità circostanti.

ASC Farm Standard

Rappresenta uno standard che affronta i principali impatti ambientali e sociali dell’acquacoltura.
I requisiti che tutte le aziende devono soddisfare per ottenere e mantenere la certificazione ASC sono pertinenti e coerenti.
ASC può agire sulla domanda del mercato per nuove specie e aggiungere nuovi sistemi di produzione al programma.

I 4 principi guida

Principio 1
Gestione Aziendale
Riguarda gli aspetti legali e commerciali

Principio 2
Responsabilità Ambientale
Verifica le responsabilità nei confronti dell’ambiente

Principio 3
Responsabilità Sociale
Assicura la responsabilità verso la forza lavoro e la comunità

Principio 4
Benessere Animale
Assicura il rispetto della salute degli animali

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E-commerce, una rivoluzione che ha cambiato il mondo

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E-commerce, una rivoluzione che ha cambiato il mondo – L’e-commerce ha mosso i primi passi negli anni ’90, con piattaforme come Amazon ed eBay che hanno aperto le porte a una nuova era del commercio. In quegli anni, l’acquisto online era limitato a categorie di prodotti come libri ed elettronica, con i consumatori ancora diffidenti nei confronti delle transazioni digitali.

Il vero cambiamento è arrivato con l’adozione massiccia degli smartphone e la diffusione di connessioni internet veloci. Da allora, l’e-commerce ha abbracciato settori sempre più diversificati, tra cui il food & grocery, trasformando anche le attività più quotidiane, come fare la spesa.

COVID-19: l’acceleratore di nuove abitudini

Il 2020 ha rappresentato una svolta epocale per l’e-commerce. La pandemia di COVID-19 ha costretto milioni di persone a rivolgersi alle piattaforme digitali per l’acquisto di beni essenziali.

Nel food & grocery, il boom è stato straordinario. Servizi come Instacart, Amazon Fresh e, in Italia, Cortilia hanno registrato tassi di crescita senza precedenti, consolidando nuove abitudini d’acquisto che sono sopravvissute anche alla fine dei lockdown. La pandemia ha dimostrato il potenziale dell’e-commerce non solo come canale di vendita, ma anche come strumento per rispondere rapidamente alle esigenze della società.

Le priorità strategiche per il 2025 secondo The Newco

Uno studio recente condotto da The Newco su 50 executive di grandi e-commerce europei con fatturati superiori ai 10 milioni di euro ha evidenziato tre grandi priorità per il futuro: gestione dei dati in un mondo cookieless, adozione dell’intelligenza artificiale e sostenibilità.

Federico Gasparotto, Co-founder e Chief Growth Officer di The Newco, sottolinea come la perdita di qualità dei dati a causa del declino dei cookie di terze parti stia spingendo le aziende a sviluppare nuove strategie per comprendere i propri consumatori. Programmi fedeltà, sondaggi diretti e analisi comportamentali stanno emergendo come strumenti essenziali per colmare questa lacuna.

L’intelligenza artificiale: il cuore dell’innovazione

Secondo The Newco, l’intelligenza artificiale sarà il principale motore del cambiamento per il 2025. Nel food & grocery, l’IA può essere utilizzata per ottimizzare la logistica, prevedere la domanda stagionale e proporre esperienze personalizzate.

Ad esempio, i chatbot alimentati dall’IA sono ormai in grado di rispondere a domande sui valori nutrizionali, suggerire ricette basate sugli acquisti e garantire informazioni sulla tracciabilità dei prodotti. Questa tecnologia non solo migliora l’efficienza operativa, ma contribuisce anche a costruire una relazione più solida tra aziende e clienti.

Sostenibilità e omnicanalità: la chiave per il futuro

La sostenibilità è ormai un imperativo per tutte le aziende di e-commerce. Nel food & grocery, questo si traduce in iniziative come l’utilizzo di imballaggi ecologici, la promozione di prodotti stagionali e locali, e la riduzione dell’impatto ambientale lungo tutta la filiera.

Piattaforme come Cortilia hanno saputo trasformare queste sfide in opportunità, educando i consumatori e valorizzando i produttori locali. Allo stesso tempo, l’esperienza omnicanale sta diventando una delle aspettative principali dei clienti, che vogliono poter passare senza problemi dal negozio fisico al digitale, mantenendo un servizio uniforme e personalizzato.

Dagli esordi negli anni ’90 alla spinta del COVID-19, fino alle sfide delineate dallo studio di The Newco, l’e-commerce ha dimostrato di essere un settore in continua evoluzione. La capacità di integrare innovazione tecnologica, gestione dei dati e sostenibilità sarà cruciale per affrontare il futuro.

Il food & grocery, in particolare, rappresenta un esempio di come l’e-commerce possa trasformare le abitudini di consumo, rispondendo alle esigenze di un mercato sempre più attento a praticità, qualità e responsabilità ambientale. Realtà come quelle citate dimostrano che innovare non significa solo adattarsi, ma anche guidare il cambiamento verso un modello di commercio più inclusivo e sostenibile.

E-commerce, una rivoluzione che ha cambiato il mondo

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Gli USA puntano sull’acquacoltura

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Gli USA puntano sull’acquacoltura – Gli Stati Uniti hanno finalmente pubblicato un nuovo National Aquaculture Development Plan, aggiornando una strategia che non veniva rivista da oltre 40 anni. Questo documento segna una svolta cruciale per il settore ittico, riaffermando il ruolo centrale dell’acquacoltura nel garantire sistemi alimentari sostenibili e resilienti.

Il piano è stato elaborato dal Sottocomitato per l’Acquacoltura del National Science and Technology Council, integrando obiettivi economici, ambientali e normativi. L’acquacoltura viene promossa come soluzione “climate-smart“, capace di affrontare sfide globali come la sicurezza alimentare, la crisi climatica e la protezione della biodiversità.

Tra le priorità del piano emerge il rafforzamento della ricerca scientifica, la semplificazione normativa e il supporto alle comunità locali, rendendo l’acquacoltura una leva di sviluppo economico e salute pubblica. Secondo i dati, oltre 70 specie in via di estinzione, tra cui il salmone del Pacifico e l’abalone bianco, hanno beneficiato delle pratiche di acquacoltura, dimostrando il suo ruolo fondamentale nella conservazione della fauna marina e nel ripristino degli habitat degradati.

L’impatto ambientale e sociale

Il piano riconosce che l’acquacoltura non è solo una fonte di cibo sostenibile, ma anche uno strumento per la rigenerazione ambientale e il benessere delle comunità. Gli avannotti allevati in incubatoio, ad esempio, non solo alimentano la domanda alimentare, ma ripopolano ecosistemi fragili, contribuendo alla biodiversità.

L’impegno americano verso un’acquacoltura sostenibile rappresenta un segnale forte per il resto del mondo. In un’epoca in cui la blue economy è al centro del dibattito internazionale, gli Stati Uniti si posizionano come leader nello sviluppo di un modello produttivo innovativo e rispettoso dell’ambiente.

Questo aggiornamento apre la strada a nuove opportunità per l’industria ittica globale, spingendo anche l’Europa e il Mediterraneo, inclusa l’Italia, a riflettere sulle proprie strategie per il settore. L’acquacoltura non è solo una risposta alle sfide alimentari del futuro, ma anche un potente strumento per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità fissati dall’Agenda 2030.

La domanda da porsi è: l’Italia sarà pronta a seguire l’esempio americano, potenziando l’acquacoltura per rafforzare la propria sicurezza alimentare e ambientale?

Gli USA puntano sull’acquacoltura

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Nuove strategie per un’acquacoltura europea più sostenibile

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Nuove strategie per un’acquacoltura europea più sostenibile – La Commissione Europea continua a rafforzare il suo impegno verso un’acquacoltura sostenibile, e lo fa pubblicando tre nuovi documenti per affrontare le sfide più urgenti del settore e puntando su temi cruciali come l’accesso allo spazio e all’acqua, l’adattamento al cambiamento climatico e la transizione energetica.

Accesso allo spazio e all’acqua: il cuore dell’acquacoltura interna

L’accesso a risorse fondamentali come spazio e acqua rappresenta una delle sfide più complesse per l’acquacoltura in acqua dolce e terrestre. Questo documento integra le linee guida pubblicate ad aprile 2024, offrendo un quadro chiaro su come pianificare e ottimizzare l’utilizzo delle risorse naturali. Un focus particolare è dedicato alla coesistenza sostenibile con altre attività economiche, fondamentale per garantire lo sviluppo armonico del settore.

Adattamento al cambiamento climatico

Il cambiamento climatico sta già influenzando profondamente il settore dell’acquacoltura in Europa. Temperature crescenti, variazioni nei cicli idrici e nuove malattie sono solo alcune delle minacce emergenti. Il secondo documento si concentra sulle misure di adattamento che gli Stati membri e gli operatori possono adottare, presentando esempi di buone pratiche e soluzioni già testate. Dai piani di emergenza alla scelta di specie resistenti, il documento offre strumenti pratici per affrontare le sfide climatiche.

Transizione energetica: verso un’acquacoltura decarbonizzata

Con un occhio alla sostenibilità energetica, il terzo documento propone strategie per ridurre l’impatto ambientale dell’acquacoltura. Vengono illustrate soluzioni innovative, come l’adozione di energie rinnovabili e l’ottimizzazione dell’efficienza energetica. La Commissione evidenzia inoltre progetti finanziati dall’UE che stanno già facendo scuola nel settore, dimostrando che una transizione verso la decarbonizzazione è non solo possibile, ma anche economicamente vantaggiosa.

Visione strategica

Questi documenti rafforzano le linee guida strategiche dell’UE per un’acquacoltura più competitiva e sostenibile, sviluppate in collaborazione con produttori, esperti ricercatori e autorità nazionali. La Commissione sta già lavorando a ulteriori pubblicazioni su tematiche cruciali come il benessere dei pesci e le prestazioni ambientali degli impianti di acquacoltura.

Inoltre, verranno offerti corsi di formazione online e moduli di e-learning dedicati alle autorità degli Stati membri per assicurare una diffusione capillare delle conoscenze e delle buone pratiche.

L’acquacoltura è destinata a diventare un pilastro della sostenibilità alimentare europea, e l’impegno dell’UE dimostra una visione chiara verso un futuro più verde. Investire in spazio, clima ed energia non è solo una necessità, ma anche un’opportunità per consolidare la leadership europea in un settore in costante evoluzione.

Nuove strategie per un’acquacoltura europea più sostenibile

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L’Europa meridionale consuma ogni anno 5,5 miliardi di euro di gamberi

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L’Europa meridionale consuma ogni anno 5,5 miliardi di euro di gamberi – Il mercato dei gamberi nell’Europa meridionale è in piena espansione, posizionandosi come uno dei settori più strategici e dinamici del continente. Secondo Shrimp Insights, nel 2023 i paesi del sud dell’UE hanno importato 332.000 tonnellate di gamberi da fornitori extra-UE, con la Spagna e la Francia in testa per volumi e valore delle importazioni.

Ecuador e Venezuela protagonisti dell’export

L’Ecuador domina il mercato come principale fornitore di gamberi alla Spagna, coprendo il 77% delle sue importazioni di gamberi bianchi, e alla Francia, dove raggiunge una quota del 32%.

Accanto all’Ecuador, il Venezuela ha registrato una crescita straordinaria: le esportazioni di gamberi verso la Francia sono quasi triplicate dal 2018, portando il paese a rappresentare il 9% delle importazioni spagnole e il 21% di quelle francesi nel 2023. Tuttavia, il recente blocco delle licenze di esportazione per il Lamar Group, imposto dal governo venezuelano, sta generando incertezze nel settore.

Un mercato che vale 5,5 miliardi di euro

Con un consumo annuale di gamberi dal valore di 5,5 miliardi di euro, l’Europa meridionale – comprendente Spagna, Francia, Italia, Portogallo e Grecia – rappresenta il più grande mercato di gamberi in Europa. La Spagna si posiziona al vertice con una quota di mercato di 1,9 miliardi di euro, seguita dalla Francia con 1,7 miliardi di euro.

Spagna: un hub commerciale per l’UE

La Spagna si distingue non solo per l’alto volume di importazioni, ma anche per il suo ruolo di snodo commerciale nell’Europa meridionale. Nel 2023 ha riesportato 40.000 tonnellate di gamberi verso altri stati membri dell’Unione Europea.

Il paese mostra anche una diversificazione notevole: mentre i gamberi bianchi rappresentano l’81% delle importazioni francesi, la Spagna dedica un 30% delle sue importazioni ai gamberi rossi argentini (Pleoticus muelleri), una prelibatezza che rafforza la sua posizione di leadership nel settore.

Il mercato dei gamberi nel sud Europa continua dunque a crescere, spinto da una domanda sempre maggiore e da un’attenzione crescente alla qualità del prodotto. L’Ecuador e il Venezuela rimangono fornitori chiave, ma le recenti tensioni geopolitiche e le sfide normative potrebbero influenzare il panorama dell’import-export nei prossimi anni.

Con il valore del consumo in costante aumento e un’infrastruttura commerciale consolidata, il settore dei gamberi è destinato a mantenere il suo ruolo di primo piano nell’economia blu europea.

L’Europa meridionale consuma ogni anno 5,5 miliardi di euro di gamberi

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