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Il branding è morto. Viva la connessione – Ci ha fatto riflettere – e non poco – il post di Federico Menetto. Breve, tagliente, necessario. Una frase su tutte: Il branding è morto.
Boom! Non è una battuta. È una diagnosi. Ed è un messaggio che il nostro settore – pesca, acquacoltura, trasformazione, distribuzione – non può più permettersi di ignorare.
Perché se ancora crediamo che basti un logo accattivante, una palette cromatica ben studiata, qualche frase ispirazionale su un’etichetta per costruire un marchio forte… siamo già fuori tempo massimo.
Menetto lo dice chiaro: oggi il branding come lo conoscevamo non funziona più. La narrazione del “marchio-eroe”, del “racconto tutto nostro”, è un racconto che non racconta più niente.
Viviamo in un’epoca in cui non si parte più da zero.
Non si costruisce un’identità, ci si innesta.
Non si urla chi siamo, si dimostra perché serviamo.
È la logica della plugin strategy: o sei utile a qualcosa di più grande, o non esisti. Punto.
Nel mondo ittico, dove ogni giorno decine di aziende lottano per emergere, questa è una lezione da scrivere a lettere cubitali. Non è più tempo di egocentrismi aziendali. È tempo di alleanze, compatibilità, adattamenti.
Non ti chiedere più “come faccio a raccontare la mia storia”, chiediti “a cosa servo davvero dentro la filiera”.
Perché se il tuo prodotto, per quanto eccellente, non si integra, non trova spazio.
Se non sei utile a chi cucina, a chi distribuisce, a chi consuma, non sei rilevante.
E oggi la rilevanza non si misura in follower o premi, ma in connessioni attive, reali, funzionali.
Questa nuova era della comunicazione ci impone tre parole chiave.
Posizionamento funzionale: a cosa serve il tuo brand, non che cos’è.
Compatibilità culturale: con chi ti leghi, in che ambiente ti muovi, che valori condividi.
Adattabilità: quanto sei capace di cambiare forma senza perdere sostanza.
Chi lavora nel mondo della pesca lo sa bene: il mare premia chi sa fluire.
E forse è proprio questo il nuovo modo di fare branding. Non fissarsi, ma farsi trovare dove serve.
Non attirare, ma connettersi.
Il post di Federico Menetto ci ha lasciato con una domanda. Ed è giusto rilanciarla anche a tutta la community di Pesceinrete: il nostro progetto – che sia un’impresa, un consorzio, un brand, un prodotto – è pensato per emergere… o per connettersi?
Rispondere oggi può fare la differenza tra essere ricordati… o essere rilevanti.
Il branding è morto. Viva la connessione
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