Categoria: Pesce In Rete Pagina 10 di 989

Leader della Blue Transformation cercasi

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Leader della Blue Transformation cercasi – C’è un momento, succede in ogni settore, in cui se ne decide il futuro. Oggi è quel momento per la pesca e l’acquacoltura mondiali. Per l’80° anniversario dalla sua fondazione e il 30° del Codice di condotta per una pesca responsabile, la FAO lancia un appello senza precedenti a chiunque abbia contribuito, con idee e soluzioni concrete, allo sviluppo sostenibile e responsabile dei sistemi alimentari acquatici. Un invito ad alzare la mano, farsi riconoscere e guidare la rivoluzione blu.

Il focus è chiaro: non si tratta solo di celebrare traguardi. Si tratta di scrivere insieme un nuovo capitolo che abbia un solo obiettivo, trasformare la pesca e l’acquacoltura in motori concreti di sicurezza alimentare, lotta alla fame, riduzione della povertà e salvaguardia degli ecosistemi acquatici. Un’impresa che la FAO, da sempre al centro del dibattito internazionale, considera fondamentale per il futuro del nostro pianeta.

Il bando è aperto a tutti: governi, istituti di ricerca, aziende private, ONG, associazioni di settore. Chiunque abbia fatto della sostenibilità non uno slogan, ma una pratica concreta, può presentare la propria candidatura. C’è tempo fino al 30 giugno 2025 per raccontare progetti e innovazioni che hanno fatto la differenza, contribuendo alla trasformazione blu disegnata dalla FAO.

Non è solo un premio. È un riconoscimento che offre visibilità globale a chi ha saputo coniugare innovazione, responsabilità sociale e tutela dell’ambiente. Le pratiche selezionate saranno presentate durante un evento internazionale che si terrà nel quarto trimestre del 2025, un’occasione irripetibile per entrare a far parte di una rete di eccellenze e leader del cambiamento.

La pesca e l’acquacoltura sono di fronte a una scelta strategica. Chi saprà essere protagonista in questa fase storica si garantirà un ruolo da pioniere nella costruzione di sistemi acquatici alimentari che siano sostenibili, resilienti e giusti. La FAO chiama, e questa è una di quelle chiamate che chi lavora nel settore non può ignorare.

Qui per candidarsi.

Leader della Blue Transformation cercasi

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Con più omega-3, bambini più intelligenti e gentili

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Con più omega-3, bambini più intelligenti e gentili – Il pesce fa bene al cervello. Questa non è una vecchia credenza popolare, ma il risultato di decenni di studi scientifici che oggi, grazie ad un recente studio  dell’Università di Bristol nel Regno Unito, raccontano una verità ancora più sorprendente: i bambini che mangiano pesce sono non solo più intelligenti, ma anche più gentili, più empatici e socialmente più integrati. Il segreto? Gli omega-3 , potenti alleati dello sviluppo cognitivo e del benessere mentale.

I dati parlano chiaro. La nutrigenomica – la scienza che studia l’effetto dei nutrienti sui geni – dimostra che gli acidi grassi omega-3 , in particolare il DHA e l’EPA , migliorano le funzioni cerebrali sin dalle prime fasi della vita, ma c’è di più. Consumare regolarmente pesce, fin da bambini, si associa a un aumento delle capacità sociali , della collaborazione e della prosocialità. In altre parole, più pesce nel piatto significa bambini non solo più attenti e concentrati a scuola, ma anche più affettuosi, solidali e amichevoli nei confronti degli altri.

Lo studio in questione ha rilevato che una dieta ricca di pesce azzurro è collegata a una maggiore empatia e comportamento prosociale già nei primi anni di vita. Questo significa che i bambini che consumano pesce più volte a settimana tendono ad essere meno aggressivi, più capaci di gestire le emozioni e più propensi a instaurare relazioni sociali positive con i coetanei.

Gli omega-3 non si limitano a costruire il cervello, ma modulano anche i circuiti neurali legati all’empatia, alla capacità di comprendere e condividere le emozioni altrui. La scienza ha identificato connessioni dirette tra i livelli di DHA e l’attivazione delle aree cerebrali coinvolte nella socialità e nell’interazione umana. Una scoperta che cambia radicalmente il modo in cui si considera all’alimentazione infantile.

Il pesce azzurro, ricco di questi nutrienti preziosi, è una risorsa fondamentale nella dieta mediterranea. Sgombri, alici, sardine e tonno rappresentano un concentrato naturale di salute e sono al centro di un movimento che sempre più produttori italiani stanno sposando, valorizzando la filiera sostenibile e promuovendo prodotti ittici di qualità, freschi o in conserva.

Portare il pesce a tavola è una scelta che va oltre la nutrizione. Significa investire sull’intelligenza emotiva dei nostri figli, prepararli ad essere non solo studenti brillanti, ma anche cittadini migliori. In un’epoca in cui si parla sempre di più di intelligenza artificiale, ricordiamoci che l’intelligenza più importante è quella umana, e passa anche dal mare.

Con più omega-3, bambini più intelligenti e gentili

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Stop Lattococcosi? Insieme si può…anzi, insieme si deve!

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Stop Lattococcosi? Insieme si può…anzi, insieme si deve! – Si è conclusa la serie di workshop del progetto “Stop Lattococcosi? Insieme si può!”, che ha visto il contributo di 21 relatori e la partecipazione di oltre 90 operatori del settore. Questo percorso, promosso dal Centro di referenza nazionale per lo studio e la diagnosi delle malattie dei pesci, molluschi e crostacei, dall’Associazione Piscicoltori Italiani e da Skretting, ha rappresentato un’importante occasione di dialogo e collaborazione tra allevatori, veterinari, autorità sanitarie e amministrazioni pubbliche, ricercatori, mangimisti, aziende farmaceutiche e altri attori della filiera, tutti uniti dall’obiettivo comune di contrastare la diffusione della Lattococcosi in acquacoltura.

Dai workshop è emersa con chiarezza la necessità di un approccio integrato per affrontare la Lattococcosi, che ha recentemente colpito specie ittiche di grande rilievo come spigola e orata. Nessun singolo intervento è sufficiente da solo: solo attraverso strategie sinergiche, che combinano vaccinazione, terapia, biosicurezza, nutrizione e selezione genetica, è possibile gestire efficacemente la patologia.

Un aspetto fondamentale degli incontri è stata la formazione di gruppi di lavoro, che hanno favorito un confronto attivo e costruttivo tra i partecipanti. Questo percorso collaborativo ha portato alla realizzazione di un Manuale di Buone Pratiche, che raccoglie le conoscenze acquisite proponendo linee guida operative e supportando le iniziative già in atto per la prevenzione e il contenimento della Lattococcosi.

Per permettere un accesso diretto alle informazioni emerse dal progetto, il Manuale di Buone Pratiche è stato reso disponibile in formato digitale, insieme alle registrazioni dei workshop. Questi materiali consentono di approfondire i temi trattati e di ascoltare direttamente gli interventi dei relatori. Per consultarli, visita il seguente link: Lattococcosi nelle specie marine – Skretting

La Lattococcosi delle specie marine è una problematica che va affrontata con un approccio integrato e coinvolgendo tutti gli attori della filiera. Il progetto “Stop Lattococcosi? Insieme si può!” ha dimostrato che questa collaborazione non solo è possibile, ma può portare a risultati concreti.

Il lavoro è appena iniziato, per cui restate collegati!

Stop Lattococcosi? Insieme si può…anzi, insieme si deve!

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Malaga ospiterà la 48a sessione annuale della GFCM

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Malaga ospiterà la 48a sessione annuale della GFCM – Mancano pochi mesi a uno degli appuntamenti chiave per il futuro della pesca e dell’acquacoltura nel Mediterraneo e nel Mar Nero. La Spagna si prepara ad accogliere, nella splendida cornice di Malaga, la 48a sessione annuale della Commissione Generale per la Pesca nel Mediterraneo (CGPM), un evento che promette di imprimere un’accelerazione decisiva alla trasformazione sostenibile dell’intero settore. Non si tratta solo di una conferenza, ma di un momento strategico in cui le decisioni prese condizioneranno le opportunità di sviluppo e gestione delle risorse marine per il prossimo decennio.

L’investitura della Spagna come paese ospitante non è casuale. Con un impegno dichiarato per la salvaguardia degli ecosistemi marini e per l’innovazione delle pratiche di pesca e allevamento, il Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione spagnolo considera questa sessione un’occasione per rafforzare il ruolo guida del paese nella governance della pesca internazionale. Un impegno tangibile, confermato dal contributo di oltre 200.000 euro che Madrid ha stanziato negli ultimi due anni a sostegno della Strategia GFCM 2030.

Questa strategia, adottata nel 2021, rappresenta la road map per il rilancio di un settore ittico sempre più minacciato dalle sfide ambientali e sociali. Il Mediterraneo e il Mar Nero condividono infatti uno scenario complesso, dove la pressione antropica, i cambiamenti climatici e la pesca illegale mettono a rischio la sopravvivenza degli stock ittici e la qualità della vita delle comunità costiere. È proprio da queste critiche che la CGPM ha tratto la spinta per delineare un nuovo paradigma di sviluppo, che unica sostenibilità economica, tutela ambientale e inclusione sociale.

Il cuore pulsante di questa strategia è la valorizzazione dell’acquacoltura come pilastro per garantire sicurezza alimentare e crescita economica nei territori rivieraschi. Il potenziamento delle capacità produttive, affiancato da sistemi di controllo più rigorosi per sradicare la pesca illegale, sono solo alcune delle misure previste. La visione è chiara: trasformare il patrimonio ittico e l’acquacoltura in motori di un sistema alimentare resiliente, in grado di garantire una fonte di reddito stabile e occupazione dignitosa ai pescatori, con particolare attenzione ai giovani e alle donne.

Non è un caso che la sede della CGPM si trovi a Roma, sotto l’egida della FAO. La governance multilaterale e il dialogo tra i 22 paesi membri – più l’Unione Europea – sono considerati fattori determinanti per il successo del piano decennale. Un’alleanza di intenti che a Malaga sarà messa alla prova da scelte strategiche che richiederanno coraggio e responsabilità, ma anche una visione comune e ambiziosa per fronteggiare le nuove sfide globali.

Il segretario esecutivo della CGPM, Miguel Bernal, spagnolo, ha il compito di coordinare uno sforzo senza precedenti, capace di coniugare cooperazione tecnica, finanziamenti mirati e partenariati efficaci. La Strategia 2030, infatti, si fonda su cinque dirette complementari: dalla salvaguardia degli ecosistemi marini al contrasto della pesca INN, dalla promozione di un’acquacoltura responsabile alla creazione di occupazione dignitosa, fino al rafforzamento delle competenze regionali attraverso programmi di capacity building.

Malaga 2025 potrebbe essere ricordata come la svolta di cui il Mediterraneo e il Mar Nero hanno bisogno. Un’occasione da non perdere, per rilanciare il comparto ittico e acquicolo e costruire, finalmente, un futuro in cui la pesca sia sinonimo di sostenibilità, innovazione e prosperità condivisa.

Malaga ospiterà la 48a sessione annuale della GFCM

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Findus: il 100% dei prodotti ittici è certificato MSC e ASC

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Findus: il 100% dei prodotti ittici è certificato MSC e ASC – Findus, azienda leader nel settore dei surgelati e parte del Gruppo Nomad Foods, annuncia il raggiungimento di un traguardo storico: il 100% dei suoi prodotti ittici proviene da pesca sostenibile certificata MSC (Marine Stewardship Council) e acquacoltura responsabile certificata ASC (Aquaculture Stewardship Council). Questo obiettivo, annunciato nel marzo del 2017, segna non solo il compimento di un percorso, ma anche l’inizio di un nuovo capitolo per l’intero settore, consolidando il ruolo di Findus come leader del mercato del surgelato ittico – con circa 20 mila tonnellate di prodotto, che equivale al 20% del comparto, per un valore totale di 290 milioni di euro – e punto di riferimento nella sostenibilità ittica e nella protezione dei mari, oceani e delle specie che li abitano. Un comparto, quello dell’ittico surgelato, che ha avuto un buon andamento: secondo IIAS nel 2024 sono state consumate 95.955 tonnellate di pesce surgelato[2], con una crescita del 3,9% rispetto al 2023.

Findus è la prima azienda leader di settore 100% certificata MSC e ASC ad aver generato un cambiamento significativo nel mercato retail, ispirando l’intero settore e il mercato di riferimento, oggi sempre più orientato a scelte sostenibili. A dimostrazione dell’impatto concreto della scelta di Findus sul mercato di riferimento, il volume totale dei prodotti ittici certificati MSC in Italia è più che triplicato da quando l’azienda ha ottenuto la certificazione MSC, registrando una crescita del 170% tra il 2017/2018 e il 2023/2024. Se si considera in particolare la categoria dei surgelati, l’influenza sul mercato della certificazione di Findus è stata altrettanto rilevante: in questo segmento, il volume di prodotti ittici certificati MSC è più che raddoppiato, con una crescita del 92% nello stesso periodo.

“Siamo estremamente soddisfatti di questo importante risultato, frutto di un notevole impegno organizzativo ed economico. L’approvvigionamento di volumi importanti, come quelli sviluppati da Findus, l’ampiezza e la varietà del nostro portafoglio di prodotti ittici, che vanta oltre 20 diverse specie, ha richiesto un impegno significativo volto a coinvolgere, informare ed ingaggiare tutta la filiera, dai gruppi di pescatori alla lavorazione del pesce, dal confezionamento fino all’arrivo dei prodotti negli scaffali della GDO. La salvaguardia della biodiversità marina è uno standard da perseguire collettivamente per tutelare i nostri mari e garantire una fonte di nutrimento sostenibile per le future generazioni – ha dichiarato Renato Roca, Country Manager di Findus Italia – Come leader di mercato, siamo consapevoli della nostra responsabilità e siamo orgogliosi di aver ispirato l’intero settore, raggiungendo l’obiettivo fissato nel 2017 e promuovendo costantemente un modello di sostenibilità condivisa. Questo non è un punto d’arrivo, ma una tappa che ci spinge a proseguire nel nostro impegno. Produrre cibo impattando meno sull’ambiente e tutelando le risorse naturali è la nostra sfida: ci impegniamo per un progresso costante e responsabile, affinché la sostenibilità diventi sempre più un valore condiviso da tutto il settore e dai consumatori”.

La ricerca di consumerismo no profit: italiani più attenti alla sostenibilità a tavola

L’impegno di Findus arriva in un momento in cui cresce la consapevolezza degli italiani verso la sostenibilità alimentare. A testimoniarlo è la recente indagine “Le scelte alimentari degli italiani tra sostenibilità e consumo: percezioni e preferenze verso i prodotti certificati” commissionata a Consumerismo No Profit da Findus e presentata durante un incontro svoltosi presso l’Acquario Civico di Milano. Secondo il sondaggio, quasi 7 consumatori su 10 (il 68% degli intervistati) considera la sostenibilità un fattore importante, con quasi il 20% che la ritiene un driver fondamentale nella scelta dei prodotti alimentari da acquistare.

Inoltre, l’indagine evidenzia come le abitudini d’acquisto stiano cambiando: rispetto a 10 anni fa, il 66% degli intervistati dichiara di aver aumentato la propria attenzione nei confronti di prodotti certificati sostenibili e 2 italiani su 10 li cercano attivamente al supermercato. Quasi la metà degli intervistati (46%) dichiara di leggere spesso le etichette per verificare la provenienza e la filiera dei prodotti alimentari, il 26% lo fa sempre. Per quanto riguarda i prodotti certificati sostenibili, 1 italiano su 10 (12%) li sceglie sempre, mentre il 71% li acquista occasionalmente, approfittando di offerte e promozioni, dimostrando una predisposizione selettiva che spesso dipende dal prezzo. Quando si tratta di prodotti ittici, la qualità e la freschezza rimangono il principale fattore di scelta per il 64% degli intervistati, seguiti dalla provenienza del pesce (59%) e dal prezzo (51%). Ma è da segnalare anche che 1 consumatore su 4 (26%) indica le certificazioni di sostenibilità come un criterio determinante nella scelta dei prodotti ittici, un dato che suggerisce come le certificazioni stiano entrando tra i criteri di scelta, seppure ci sia da continuare a lavorare.

I rigorosi standard MSC e ASC, per pesca sostenibile e acquacoltura responsabile

A partire da questa settimana, con il lancio delle nuove referenze certificate MistoMare della linea Tentazioni di Gusto, tutti i prodotti delle gamme Findus – oltre 60 referenze – porteranno quindi il marchio blu di pesca sostenibile MSC e quello verde di acquacoltura responsabile ASC.

La pesca sostenibile e certificata MSC deve soddisfare il rigoroso Standard di Marine Stewardship Council, la più importante organizzazione al mondo in tema di pesca sostenibile, che si fonda su tre princìpi: la pesca deve lasciare in mare abbastanza pesci per permettere loro di riprodursi, affinché l’attività possa proseguire nel tempo; deve essere effettuata in modo da minimizzare il suo impatto sull’ecosistema, consentendo alla flora e alla fauna marina di prosperare; e deve essere gestita in modo da potersi adattare alle mutevoli condizioni ambientali, nel rispetto delle leggi vigenti. Il marchio blu MSC, oltre ad essere una garanzia di qualità, dà l’opportunità ad ogni consumatore di orientarsi meglio davanti allo scaffale e fare quindi una scelta responsabile nell’acquisto di prodotti di pesce.

Per quanto riguarda invece il marchio verde ASC, esso garantisce al consumatore che il prodotto ittico provenga da un allevamento certificato secondo lo Standard di Aquaculture Stewardship Council (ASC), un’organizzazione internazionale indipendente senza scopo di lucro che stabilisce requisiti rigorosi per l’acquacoltura responsabile, spronando i produttori ittici a minimizzarne l’impatto ambientale e sociale. Se l’acquacoltura non è ben gestita può avere infatti una serie di effetti negativi, tra cui l’inquinamento delle acque, l’interruzione degli ecosistemi locali e condizioni di lavoro sfavorevoli.

Lo Standard ASC definisce, quindi, i criteri ambientali, sociali e di benessere animale che devono essere soddisfatti per ottenere la certificazione. I requisiti ambientali prevedono che l’allevamento minimizzi il suo impatto sugli ecosistemi locali, che tutti i mangimi per pesci siano completamente tracciabili e che i parametri dell’acqua, come i livelli di fosforo e ossigeno, siano misurati regolarmente per rimanere entro i limiti stabiliti. I requisiti sociali comprendono invece la tutela dei diritti dei lavoratori e il rispetto delle comunità locali. Infine, i requisiti di benessere animale, assicurano che gli animali siano trattati con il massimo rispetto lungo tutto il loro ciclo di vita.

Al via il nuovo progetto conLifegate per contrastare gli effetti degli sversamenti accidentali di oli e idrocarburi in mare

L’attenzione alla sostenibilità è profondamente radicata nel DNA di Findus e l’impegno per avere materie prime approvvigionate in modo sostenibile è parte di un percorso che l’azienda porta avanti da tempo, anche attraverso importanti iniziative per la tutela dei mari in collaborazione con partner strategici.

Tra i progetti all’attivo, Findus è parte della Water Defenders Alliance di LifeGate, che unisce i vari rappresentanti della società civile per difendere i nostri mari da alcune gravi minacce alla sua salute. Grazie a questa partnership, Findus ha adottato negli anni diversi Seabin (dei quali 5 attualmente attivi), dispositivi mangia-rifiuti che hanno permesso dal 2021 ad oggi di catturare dai mari italiani oltre 44,2 tonnellate di rifiuti, tra cui plastiche e microplastiche fino a 2 mm di diametro, equivalenti al peso di oltre 2,9 milioni di bottigliette di plastica da 0,5 litri. Se le mettessimo in fila, copriremmo una distanza pari a quella tra Milano e Roma (589 km).

Sempre in collaborazione con LifeGate, prenderà vita questa primavera anche un nuovo progetto che ha l’obiettivo di contrastare gli effetti degli sversamenti accidentali di oli e idrocarburi in mare: il Porto di Marina di Villasimius, verrà dotato di un innovativo kit capace di prevenire, assorbire e stoccare ogni sversamento, con un potenziale assorbimento di oli, nel suo ciclo di vita, che può arrivare fino a 54.000 chili di oli e idrocarburi equivalenti al pieno di benzina di oltre 1.900 automobili utilitarie.

Al fianco di One Ocean per riforestare posidonia oceanica

In un momento in cui la vulnerabilità di mari e oceani è sempre più evidente, diventa essenziale agire per proteggere e preservare questi preziosi e fragili ecosistemi. In questo contesto, Findus ha deciso di giocare un ruolo attivo nella conservazione delle praterie di Posidonia oceanica lungo le coste italiane aderendo ad un ambizioso progetto di tutela delle foreste marine – “Blue Forest” – in collaborazione con One Ocean Foundation, realtà non profit italiana impegnata nella tutela dell’oceano, riconosciuta a livello globale come piattaforma per lo sviluppo sostenibile. L’obiettivo è il ripristino di una porzione di prateria di Posidonia oceanica, pianta endemica del Mediterraneo con un ruolo centrale per la biodiversità marina e la mitigazione del cambiamento climatico. Lo scorso anno sono state piantumate 2.500 piantine lungo i fondali liguri, precisamente a Sanremo. Quest’anno il progetto continua e si amplia: verranno infatti riforestati altri 50 metri quadrati. One Ocean si occupa inoltre di monitorare, affidandosi a biologi esperti, lo stato della prateria riforestata e la crescita della Posidonia oceanica.

“Fish for Good”: il manifesto di Findus per promuovere la trasparenza e la salute degli oceani

L’impegno di Findus per la pesca sostenibile, la salvaguardia degli oceani e rispetto dell’ambiente vive all’interno di “Fish for Good, per il futuro degli oceani“, un vero e proprio manifesto articolato su tre pilastri: garantire una filiera responsabile e trasparente (oltre al 100% delle materie prime ittiche proveniente da pesca sostenibile certificata MSC e acquacoltura responsabile ASC, Findus vanta la completa trasparenza sul luogo e modalità di approvvigionamento, tanto che sul sito è possibile conoscere per ogni prodotto l’area di pesca attraverso lo strumento Captain’s Fish Finder tool); prendersi cura attivamente dell’oceano con progetti tangibili (tra questi, i progetti in collaborazione con partner strategici con LifeGate e One Ocean Foundation); avere a cuore la salvaguardia dell’ambiente (il 98% degli imballaggi oggi è riciclabile e per tutte le scatole di cartone prodotte si utilizza carta proveniente da foreste gestite in modo sostenibile, come da certificazioni PEFC e FSC).

Findus: il 100% dei prodotti ittici è certificato MSC e ASC

 

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