Categoria: Pesce In Rete Pagina 32 di 989

Invasione silenziosa del gambero gigante dalle zampe blu minaccia l’Amazzonia

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Invasione silenziosa del gambero gigante dalle zampe blu minaccia l’Amazzonia – Un semplice video su TikTok ha acceso i riflettori su una minaccia ambientale che potrebbe alterare per sempre l’ecosistema amazzonico. Il protagonista? Il gambero gigante della Malesia (macrobrachium rosenbergii), una specie non autoctona che sta rapidamente colonizzando le acque del bacino amazzonico.

Il video, diventato virale in poche ore, mostra esemplari di dimensioni impressionanti catturati da pescatori locali nello stato del Pará. La spettacolarità delle immagini ha attirato milioni di visualizzazioni, ma dietro la curiosità si nasconde una preoccupazione ben più seria: l’impatto devastante di questa specie invasiva sugli ecosistemi locali.

Secondo gli esperti, la presenza del gambero gigante sarebbe legata a fughe accidentali da allevamenti ittici della regione avvenute anni fa. Questi crostacei, noti per la loro resistenza e capacità di adattamento, si stanno diffondendo a una velocità allarmante, competendo con le specie native per cibo e habitat, e mettendo a rischio la biodiversità locale.

“Non si tratta solo di un fenomeno curioso,” avverte un biologo marino dell’Università Federale del Pará, “ma di una vera e propria crisi ecologica che potrebbe avere conseguenze a lungo termine sulla fauna acquatica amazzonica.”

Le autorità ambientali brasiliane hanno avviato monitoraggi intensivi per valutare l’estensione del fenomeno e pianificare strategie di contenimento. Tuttavia, la sfida è complessa: la rapida proliferazione del gambero gigante rende difficile un controllo efficace, soprattutto in un territorio vasto e articolato come quello amazzonico.

Un parallelo inquietante: l’invasione del granchio blu in Italia

Questa situazione richiama alla mente l’invasione del granchio blu (Callinectes sapidus) in Italia, un altro esempio emblematico di specie aliena invasiva che ha sconvolto gli ecosistemi locali. Anche il granchio blu si è diffuso rapidamente, danneggiando l’industria della molluschicoltura e alterando le catene alimentari nelle lagune e nei delta del nostro Paese.

Le analogie tra i due casi sono evidenti: entrambi coinvolgono specie introdotte accidentalmente attraverso attività umane, come l’acquacoltura o il trasporto marittimo. La loro capacità di adattamento e la mancanza di predatori naturali nei nuovi habitat hanno favorito una crescita esponenziale, con gravi conseguenze per la biodiversità e l’economia locale.

In Italia, alcuni pescatori hanno cercato di trasformare il problema in opportunità, promuovendo il granchio blu come prelibatezza gastronomica. Una strategia simile potrebbe emergere anche in Amazzonia per il gambero gigante, ma ciò non elimina la necessità di politiche di gestione efficaci e tempestive.

Questo episodio solleva questioni cruciali sul controllo delle specie alloctone e sulle pratiche di acquacoltura. La mancanza di regolamentazioni rigorose e di controlli efficaci sugli allevamenti ittici può trasformarsi in un boomerang per la conservazione della biodiversità.

Nel frattempo, la comunità scientifica e ambientalista lancia un appello urgente: “Non possiamo sottovalutare il potere di una specie invasiva. Oggi è il gambero gigante, domani potrebbe essere un’altra minaccia nascosta.”

È possibile vedere il video nel profilo TikTok di Allanzinho Pescador

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Pianificazione Spaziale Marina: una nuova frontiera per la sostenibilità

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Pianificazione Spaziale Marina: una nuova frontiera per la sostenibilità – La gestione degli spazi marini si evolve con un nuovo strumento capace di integrare la sostenibilità ambientale con le esigenze delle attività economiche. L’Ecosystem-Based Marine Spatial Planning Assessment Tool (EB-MSP Assessment Tool), sviluppato da un team internazionale guidato dall’AZTI Technology Centre, rappresenta una svolta per la pianificazione spaziale marina (MSP), un settore cruciale per il futuro degli oceani.

Questo strumento offre un quadro standardizzato per la gestione delle attività marittime, basato sui principi della gestione ecosistemica. L’obiettivo è duplice: promuovere uno sviluppo economico sostenibile e garantire la conservazione della biodiversità marina, elementi oggi più che mai interconnessi. Il suo impatto è stato già validato da uno studio pubblicato su Communications Earth & Environment, rivista del gruppo Nature.

La forza dell’EB-MSP Assessment Tool risiede nella capacità di adattarsi a diversi contesti geografici, rendendolo uno strumento flessibile e applicabile a livello globale. Non si tratta di una semplice guida teorica: consente di valutare concretamente se i piani di gestione marina includano azioni misurabili e adattabili nel tempo. Questo aspetto è fondamentale in un’epoca in cui la domanda di risorse marine cresce esponenzialmente, tra energie rinnovabili, acquacoltura e turismo marittimo.

Il tool è stato testato con successo nella regione transfrontaliera del Golfo di Biscaglia, sotto la giurisdizione di Francia e Spagna. Lì ha evidenziato la necessità di migliorare la partecipazione delle comunità locali nei processi decisionali e di allineare meglio gli obiettivi ambientali e socio-economici. In Spagna, ad esempio, si è riscontrata l’urgenza di rafforzare i processi partecipativi e la rappresentanza dei settori minoritari, mentre in Francia l’attenzione si è concentrata sull’identificazione di aree prioritarie per la conservazione e sull’integrazione di nuovi dati scientifici.

Secondo Ibon Galparsoro, coordinatore del progetto, “questo strumento consente di superare il rischio che i piani di gestione marina restino solo sulla carta, favorendo invece un approccio dinamico e basato su evidenze scientifiche”. La metodologia proposta, parte integrante del progetto europeo MarinePlan, sta già ricevendo un’ottima accoglienza nella comunità scientifica e tra i professionisti della pianificazione marina.

Il valore aggiunto dell’EB-MSP Assessment Tool non si limita agli aspetti ambientali. Esso promuove anche la resilienza socio-economica, supportando politiche in grado di bilanciare lo sviluppo economico con la protezione degli ecosistemi marini. In un mondo dove il cambiamento climatico impone nuove sfide, strumenti come questo diventano indispensabili per gestire le risorse marine in modo responsabile e lungimirante.

La strada verso una gestione sostenibile degli oceani passa anche attraverso l’adozione di tecnologie innovative e metodologie condivise. L’EB-MSP Assessment Tool rappresenta un passo concreto in questa direzione, con l’ambizione di diventare un punto di riferimento per le politiche di pianificazione marina a livello globale.

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Il caviale che fa bene al pianeta è firmato Caviar de Neuvic

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Il caviale che fa bene al pianeta è firmato Caviar de Neuvic – Quando si pensa al caviale, l’immaginario collettivo lo associa spesso a un simbolo di lusso esclusivo. Oggi, però, questo prezioso alimento diventa anche emblema di sostenibilità grazie all’impegno di Caviar de Neuvic, pioniera nella produzione responsabile su scala mondiale. L’azienda francese, situata nel cuore verde della Dordogna, ha recentemente ottenuto la prestigiosa certificazione Friend of the Sea, confermando il suo ruolo di leader nell’acquacoltura sostenibile.

La certificazione Friend of the Sea non è solo un marchio di qualità, ma un attestato concreto delle pratiche virtuose adottate da Caviar de Neuvic. Il segreto del successo? Un ecosistema produttivo basato su risorse rinnovabili, gestione attenta degli habitat acquatici e una filiera interamente tracciabile. L’acqua, costantemente rinnovata e monitorata, e l’uso esclusivo di mangimi biologici assicurano condizioni ottimali per gli storioni, allevati in spazi ampi per ridurre lo stress e migliorare la qualità del prodotto finale.

Tra le eccellenze ci sono il Caviale Baeri Signature, ottenuto dallo storione Acipenser Baeri, e il raffinato Caviale Signature Osciètre, simbolo di una lavorazione che rispetta i cicli naturali delle specie. A completare l’offerta, lo storione affumicato, realizzato con metodi artigianali che ne esaltano il sapore autentico.

Ma l’impegno di Caviar de Neuvic va oltre la certificazione ambientale. L’azienda è il primo produttore di caviale al mondo a ottenere la certificazione B Corp, riconoscimento che premia le imprese capaci di coniugare performance economiche e responsabilità sociale. Un traguardo che riflette una visione olistica, dove la sostenibilità non è un obiettivo da raggiungere, ma un principio guida che orienta ogni scelta aziendale.

La dedizione verso la conservazione della biodiversità si concretizza anche attraverso il supporto alla World Sturgeon Conservation Society (WSCS) e un comitato interno che monitora costantemente l’impatto ambientale delle attività produttive. In questo modo, Caviar de Neuvic non si limita a produrre caviale: costruisce un modello di business capace di ispirare l’intero settore dell’acquacoltura.

In un mondo dove la domanda di alimenti di lusso cresce di pari passo con la consapevolezza ambientale, Caviar de Neuvic rappresenta la prova tangibile che qualità e responsabilità possono coesistere. Il caviale del futuro è già qui: sostenibile, etico e straordinariamente buono.

Il caviale che fa bene al pianeta è firmato Caviar de Neuvic

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A Roma un evento per rafforzare il commercio ittico con il Canada

A Roma un evento per rafforzare il commercio ittico con il Canada

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A Roma un evento per rafforzare il commercio ittico con il Canada – Si è svolto con successo l’evento Atlantic Canada Seafood Export Cafè, un momento di conoscenza e approfondimento commerciale per il rafforzamento dei rapporti economici tra Italia e il Canada Atlantico, nel settore ittico.

L’iniziativa del Lobster Council of Canada, finanziata dai Governi Federali e Provinciali, in collaborazione con l’Ambasciata del Canada in Italia e con il supporto di Euromed Group S.r.l, la Canadian Chamber in Italy e Assoittica Italia ha visto la partecipazione dell’Ambasciatrice del Canada in Italia, Elissa Golberg, e del Ministro della Pesca e dell’Acquacoltura della Nuova Scozia, Kent Smith, oltre che ad una nutrita delegazione di aziende canadesi ed italiane del settore ittico.

I saluti di benvenuto sono stati a cura di Elissa Golberg, Ambasciatrice del Canada in Italia. Successivamente sono intervenuti Geoff Irvine, Direttore Esecutivo del Lobster Council of Canada; Anna Sacco, Trade Commissioner Assistant dell’Ambasciata del Canada; il Ministro Kent Smith, del Dipartimento della Pesca e dell’Acquacoltura della Provincia della Nova Scotia; Christine Qin Yang, Manager dello sviluppo del mercato del Dipartimento della Pesca canadese e Giuseppe Palma, Segretario Generale di Assoittica Italia.

Il ministro Kent Smith ha avuto inoltre l’opportunità di incontrare una delegazione dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente le relazioni anche con la Campania e il suo tessuto imprenditoriale. L’evento, si è concluso con una degustazione di piatti a base di prodotti ittici canadesi abbinati alla tradizione mediterranea e con una sessione B2B tra le aziende canadesi e i numerosi distributori e importatori italiani presenti all’incontro.

Particolarmente interessante la presentazione dei servizi di Assoittica Italia per le imprese ittiche. Giuseppe Palma, segretario di Assoittica Italia, ha rimarcato l’importanza di alcuni settori per la vendita e l’export: l’area igiene e sicurezza alimentare; l’area etichettatura e tracciabilità; l’area aspetti salutistici e nutrizione e l’area dogane. Assoittica Italia rappresenta, a livello nazionale, oltre 130 aziende, con un fatturato totale superiore ai 10 miliardi ed oltre 10.000 impiegati.

Nel 2023, l’import italiano di prodotti ittici dal Canada ha superato i 120 milioni di euro, con un particolare interesse per astici, capesante e altre specie ittiche d’acqua fredda. L’accordo commerciale del CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement) tra Canada e Unione Europea, ha facilitato gli scambi commerciali eliminando la maggior parte dei dazi doganali e semplificando le procedure di esportazione, nel rispetto dei requisiti europei ed italiani. Il mercato europeo rappresenta solo il primo passo: nei prossimi anni, il settore ittico canadese punta a espandersi ulteriormente verso l’Asia e il Medio Oriente, rispondendo alla crescente domanda globale di prodotti ittici di alta qualità.

Tra le priorità delle istituzioni e delle imprese ittiche del Canada ritroviamo anche la promozione delle migliori pratiche canadesi in tema di sostenibilità ambientale e tutela dell’oceano, con la presentazione di prodotti ittici certificati secondo autorevoli standard internazionali. Le certificazioni come MSC (Marine Stewardship Council) e ASC (Aquaculture Stewardship Council) sono diventate un punto di riferimento per i consumatori, poiché garantiscono che i prodotti provengano da pesca responsabile o da allevamenti sostenibili.

Le sessioni di incontri B2B hanno registrato un’ampia partecipazione, con il coinvolgimento di 30 aziende italiane e oltre 90 appuntamenti con delegazioni di rappresentanza. Le aziende canadesi hanno così avuto l’opportunità di confrontarsi e stringere collaborazioni con le loro controparti italiane, favorendo nuove occasioni di business e rafforzando i legami commerciali tra i due Paesi.

A Roma un evento per rafforzare il commercio ittico con il Canada

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Unci AgroAlimentare: in Puglia piccole barche e comunità pescatori affamati dall’UE

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Unci AgroAlimentare: in Puglia piccole barche e comunità pescatori affamati dall’UE – La pesca del rossetto nel Golfo di Manfredonia sta subendo l’ennesima azione di dumping sociale da parte della Direzione Generale Mare della Commissione europea con un’opposizione serrata al terzo rinnovo del piano di gestione, per la campagna di pesca 2025-2027.
La richiesta di rinnovo è stata inoltrata tempestivamente ed il ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ha proposto alla Commissione Ue, a fine ottobre 2024, una nuova versione aggiornata del piano di gestione per la pesca del rossetto all’interno del compartimento marittimo di Manfredonia, ricevendo il parere favorevole da parte del Consiglio consultivo regionale del Medac – Mediterranean Advisory Council, organismo composto da organizzazioni della pesca, associazioni ambientaliste e di tutela dei consumatori.

Nulla è stato lasciato al caso da parte dell’ente di ricerca Cirspe – Centro Italiano Ricerche e Studi per la Pesca scrl, istituto riconosciuto dal ministero, nell’elaborazione delle docuentazioni a supporto dell’istanza presentata a Bruxelles. Una proposta supportata anche dall’autorizzazione ricevuta in precedenza dalla stessa Commissione Ue per la campagna di sperimentazione pesca del 2018 e del 2022, che con l’ultimo provvedimento consentiva la pesca fino alla primavera del 2024.

Oggi per il prosieguo delle attività nel prossimo triennio è necessaria una nuova decisione della Commissione europea, ma Unci AgroAlimentare non può che prendere atto che c’è una forte resistenza da parte dell’Esecutivo Ue a concedere il rinnovo.
Ci corre l’obbligo di sottolineare che la pesca al rossetto autorizzata nella precedente campagna, effettuata con tutti gli accorgimenti scientifici possibili, non ha registrato alcuna criticità per il benessere di questa specie (Aphia minuta). Ancora una volta ribadiamo che i pescatori e le comunità costiere basano la loro redditività anche su attività tradizionali e questa è una tipologia di pesca storica nel Golfo di Manfredonia, effettuata soltanto stagionalmente. I pescatori hanno a cuore la tenuta della risorsa ittica, che consentirà loro una sostenibilità economica ed ambientale nel tempo, grazie anche al Piano di gestione, che ha rispettato i parametri richiesti dal Regolamento. Alla luce di tutto ciò, risulta incomprensibile la posizione della Commissione.

“Auspichiamo che da Bruxelles – ha dichiarato Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale dell’Unci AgroAlimentaregiunga un segnale positivo, con la presa d’atto della Commissione e il via libera a mantenere viva una tradizione e un’importante opportunità per i piccoli pescatori del comprensorio, con un piano di gestione che coniuga l’attenzione per la sostenibilità ecologica alla tutela del lavoro e del reddito dei pescatori e delle loro famiglie”.

Unci AgroAlimentare: in Puglia piccole barche e comunità pescatori affamati dall’UE

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