Categoria: Pesce In Rete Pagina 37 di 989

Acquacoltura e alimentazione sostenibile, la sfida della farina di insetti

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Acquacoltura e alimentazione sostenibile, la sfida della farina di insetti – L’acquacoltura moderna si basa su un elemento cruciale: l’alimentazione dei pesci. Con l’aumento della domanda globale di prodotti ittici, il settore sta cercando alternative più sostenibili alla tradizionale farina di pesce, una risorsa limitata e spesso soggetta a problematiche ambientali e di approvvigionamento. Tra le soluzioni più promettenti emerge la farina di insetti, considerata una valida opzione per ridurre la pressione sugli stock ittici e migliorare la circolarità delle risorse.

Tuttavia, la sostenibilità da sola non basta. L’industria ha bisogno di certezze sulla qualità e sull’autenticità degli ingredienti utilizzati nei mangimi per garantire la sicurezza alimentare e proteggere il consumatore finale. La contraffazione e la mancanza di trasparenza nella filiera rappresentano un ostacolo per l’adozione su larga scala di nuove fonti proteiche alternative.

Una recente ricerca pubblicata su ScienceDirect ha affrontato questa sfida, proponendo nuovi strumenti per verificare l’autenticità della farina di insetti destinata all’acquacoltura. Gli scienziati hanno sviluppato metodologie avanzate di tracciabilità che permettono di identificare con precisione la composizione dei mangimi, riducendo il rischio di adulterazione e garantendo una maggiore affidabilità ai produttori e ai consumatori.

L’impiego di tecnologie innovative per l’analisi dei mangimi non solo migliora la qualità complessiva della filiera, ma rafforza anche la fiducia degli operatori e dei mercati nei confronti di soluzioni alimentari alternative. In un contesto in cui la richiesta di proteine sostenibili è in crescita, la farina di insetti potrebbe diventare uno standard nel settore dell’acquacoltura, a patto che vengano garantiti rigorosi controlli e certificazioni.

L’acquacoltura del futuro passa attraverso innovazioni in grado di bilanciare sostenibilità, sicurezza e trasparenza. La ricerca continua a tracciare la strada, offrendo strumenti per un settore sempre più responsabile e attento alle esigenze dell’ambiente e del mercato globale.

 

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San Benedetto del Tronto. Un successo i corsi della nuova facoltà MA.R.I.

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San Benedetto del Tronto. Un successo i corsi della nuova facoltà MA.R.I. – La nuova facoltà di Management per la Valorizzazione Sostenibile delle Aziende e delle Risorse Ittiche dell’Università Politecnica delle Marche con sede a San Benedetto del Tronto, (primo anno accademico 2024/2025) attualmente unica nel suo genere a livello nazionale, rappresenta un’importante innovazione accademica e una risposta concreta alle sfide globali e locali legate alla sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Questo percorso formativo si concentra sullo sviluppo di competenze interdisciplinari per gestire e valorizzare le risorse ittiche in modo sostenibile, tenendo conto delle esigenze delle imprese, delle comunità locali e degli ecosistemi marini.

Come oramai risaputo il settore ittico affronta pressioni crescenti dovute al cambiamento climatico, alla pesca eccessiva, all’inquinamento e alla perdita di biodiversità. La nuova facoltà mira a formare esperti capaci di progettare e implementare soluzioni innovative per garantire la sostenibilità delle attività produttive legate al mare.

Il programma è progettato per creare professionisti in grado di supportare le aziende ittiche nella transizione verso modelli di business sostenibili. Questo contribuisce a rafforzare non solo il settore ittico locale, ma anche a posizionare le Marche come un centro di eccellenza a livello nazionale e internazionale.

Gli studenti acquisiranno una formazione interdisciplinare che combina economia, gestione aziendale, ecologia marina e tecnologie innovative. Questo li prepara per ruoli strategici in aziende, enti pubblici, ONG e organizzazioni internazionali, rendendoli figure chiave per il futuro della gestione delle risorse ittiche.

Una volta completati gli studi, i laureati di questa facoltà saranno pronti a:

  • Gestire aziende ittiche con un approccio orientato alla sostenibilità e all’efficienza.
  • Sviluppare progetti di valorizzazione delle risorse marine per incrementare la qualità e la redditività del settore ittico.
  • Collaborare con istituzioni pubbliche e private per implementare politiche ambientali e strategie di economia blu.
  • Promuovere l’innovazione e l’imprenditorialità, contribuendo allo sviluppo di startup e progetti nel settore marino.

L’urgenza di adottare pratiche sostenibili nei settori produttivi richiede professionisti con competenze specifiche. Il settore ittico, essenziale per la sicurezza alimentare e l’economia globale, ha bisogno di esperti capaci di bilanciare produttività e tutela ambientale. Questa Facoltà risponde appieno a queste improrogabili esigenze.

L’Italia ha una lunga tradizione nel settore ittico, e le Marche sono una delle regioni più rilevanti in questo ambito. Un focus specifico è la Blue Economy, e questa facoltà posiziona l’Università Politecnica delle Marche tra i leader nella formazione di esperti in questo campo.

La regione è ricca di aziende ittiche e cooperative che possono beneficiare di nuovi professionisti qualificati al termine dei loro studi. Inoltre, la tradizione enogastronomica delle Marche offre opportunità per la valorizzazione dei prodotti ittici.

La scelta della sede dove si tengono i corsi di studio non a caso e ricaduta su San Benedetto del Tronto. La città rappresenta un laboratorio naturale dove gli studenti possono osservare da vicino le dinamiche del settore ittico e lavorare con aziende locali. È un punto d’incontro tra modernità e tradizione nel settore marittimo, luogo adatto dove sviluppare progetti sostenibili.

La facoltà di Management per la Valorizzazione Sostenibile delle Aziende e delle Risorse Ittiche è dunque un investimento nel futuro, non solo per le Marche, ma per l’intero sistema economico e ambientale italiano. Attraverso un approccio innovativo questa facoltà risponde alle sfide globali e locali, formando una nuova generazione di leader capaci di guidare il settore ittico verso un futuro prospero e rispettoso dell’ambiente.

San Benedetto del Tronto. Un successo i corsi della nuova facoltà MA.R.I.

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Mena Project: Bengasi guarda al futuro

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Mena Project: Bengasi guarda al futuro – Dal 3 al 6 febbraio 2025, il polo fieristico EXPO Libya ospiterà la prima edizione di Mena Project, un evento fieristico e conferenziale dedicato alla ricostruzione e allo sviluppo sostenibile dell’Est Libya.

Alla prevista presenza del Console italiano a Bengasi Francesco Saverio De Luigi, il supporto della Camera di Commercio Italo-Libica, rappresentata per l’occasione dalla dott.ssa Alessia Paolucci, a fare gli onori di casa dott. Madhi Al Bahlool, Mena Project, si configura come un’opportunità unica per le imprese italiane di entrare nel mercato libico ed essere parte attiva di un progetto ambizioso e di grande impatto sociale.

L’innovazione al centro della ricostruzione

Mena Project rappresenta un’opportunità per presentare le soluzioni più innovative per la ricostruzione della città e per favorire lo sviluppo economico e sociale del territorio.
Temi al centro del dibattito:

  • Smart cities: come trasformare Bengasi in una città intelligente e sostenibile, integrando le nuove tecnologie e promuovendo la partecipazione dei cittadini.
  • Sostenibilità ambientale: soluzioni innovative per mobilità sostenibile e design bioclimatico.
  • Edilizia sostenibile: materiali eco-compatibili, e tecnologie per la riduzione dell’impatto ambientale.
  • Infrastrutture: realizzazione di infrastrutture moderne ed efficienti per garantire lo sviluppo della città.

Partecipazione di aziende italiane

Numerose aziende italiane, leader nei rispettivi settori, hanno già confermato la loro presenza a Mena Project. Tra queste, troviamo un gruppo di aziende piacentine tra cui la Delta Service: specializzata in potabilizzazione e riciclo delle acque; Terry Life e Rizzi Design: esperti in progettazione di arredamenti e tessile per strutture alberghiere; inoltre la DuWo esperti in blue economy e sostenibilità di mare e porti. Tra i gruppi ingegneristici presenti European Engineering: rappresentata dall’ing. Luca Latini e il grande gruppo Artelia Italia: rappresentata dal CEO Gabriele Scicolone

Un’opportunità unica per le imprese

Mena Project è un punto di riferimento per le imprese che vogliono investire in Libia. L’evento offrirà numerose opportunità di networking, di presentazione dei propri prodotti e servizi e di accesso a un mercato in forte crescita. offrirà un supporto completo alle aziende interessate a investire in Libia, facilitando i contatti e fornendo informazioni utili sul mercato locale.

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Granchio blu. Maretti: bene essere partiti, occorrono misure per la riduzione 

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Granchio blu. Maretti: bene essere partiti, occorrono misure per la riduzione  – “È bene essere partiti con il lavoro del nuovo Commissario al granchio blu Enrico Caterino ed è bene averlo fatto nei tempi previsti. Ma molte delle azioni previste sono quelle messe in atto finora e che sono servite per contenere la crescita del granchio. E non la sua riduzione. Per cui occorre attrezzarsi con nuove risorse per permettere di ripartire pienamente”. Così commenta Cristian Maretti presidente di Legacoop Agroalimentare a conclusione dell’incontro, avvenuto ieri mattina al ministero dell’Agricoltura, per la presentazione delle misure per fronteggiare l’emergenza granchio blu che continua a fare danni pesanti. “Mi fa estremamente piacere il clima di collaborazione istituzionale che c’è su questo tema e che permette di ottimizzare i risultati. Ha fatto un buon lavoro il ministero per tenere tutti raccordati e un invito alla politica ad essere operativa rapidamente”, continua il presidente.

Che spiega anche come “tra le azioni previste, sono positive in particolare quelle relative alle catture selettive sulle femmine con catture dopo la deposizione delle uova nella fase quando vanno verso il mare. E ritengo importante l’implementazione di un monitoraggio del granchio anche con tecniche di georeferenziazione”. Per le misure sono stati previsti 10 milioni di euro per quelle di competenza commissariale, ma “per continuare a fare le azioni del piano ne serviranno altre”, sottolinea Maretti. Tra gli interventi ci sono infatti, quelli “a protezione delle attività economiche con le recinzioni e teli. Ed è prevista una diversificazione tra gli allevamenti delle ostriche e quelli delle altre specie”.

Granchio blu. Maretti: bene essere partiti, occorrono misure per la riduzione 

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Uila Pesca. Subito attuazione Piano granchio blu

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Uila Pesca. Subito attuazione Piano granchio blu  – “Il piano presentato stamattina, nato dalla collaborazione tra il ministero dell’agricoltura, dell’ambiente e il commissario Caterino rappresenta un passo concreto per combattere l’invasione del granchio blu cercando di salvaguardare il nostro ecosistema e garantire al tempo stesso le attività di pesca. Ringraziamo quindi il Commissario per il lavoro svolto in questi mesi e attendiamo quanto prima l’attuazione delle misure in Veneto e in Emilia-Romagna per iniziare a vedere i primi risultati”.

Lo dichiara Maria Laurenza, segretaria generale Uila Pesca, commentando il “Piano di intervento per contenere e contrastare il fenomeno della diffusione e della proliferazione della specie granchio blu” presentato oggi al Masaf dal Commissario Straordinario per il Granchio Blu, Enrico Caterino, i Ministri dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e il Sottosegretario Patrizio La Pietra.

“Siamo convinti che alcune delle azioni proposte tra cui la pesca selettiva, riferita alla femmina del granchio, le recinzioni o le reti protettive e il costante monitoraggio, possano avere efficacia nel contenimento della specie aliena. È dunque necessario far partire il piano il prima possibile verificando anche le misure a sostegno dei lavoratori della pesca che, già penalizzati da un momento di crisi prolungata, sono oggi ulteriormente danneggiati da questa nuova emergenza. La pesca italiana” prosegue Laurenza “è un comparto strategico per il Made in Italy sia in termini di produzione di cibo di qualità sia di contributo alla crescita delle comunità costiere e, per questo, siamo d’accordo con il ministro Lollobrigida quando afferma che per difendere le tradizioni delle comunità costiere, la cui economia dipende dalla molluschicoltura e venericoltura, c’è bisogno della collaborazione di tutti gli attori coinvolti nel comparto”.

Uila Pesca. Subito attuazione Piano granchio blu 

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