Categoria: Pesce In Rete Pagina 48 di 989

La pesca tra Italia e Libia. Un passato controverso e un auspicabile futuro di cooperazione

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La pesca tra Italia e Libia. Un passato controverso e un auspicabile futuro di cooperazione – Le acque libiche hanno da sempre rappresentato un’importante risorsa per i pescatori italiani e siciliani in particolare, ma la storia dei rapporti tra Italia e Libia nel settore della pesca è segnata da diversi decenni da tensioni e conflitti.
Dalla colonizzazione italiana all’indipendenza della Libia, le relazioni sono state complesse rendendo difficile la piena legittimazione dei diritti storici italiani nelle acque libiche. Le questioni legate ai diritti di pesca sono diventate un punto di contesa, tanto che vige oggi un divieto assoluto all’accesso addirittura nelle acque internazionali rivendicate dalla Libia come ricadenti nella loro ZEE.

Nonostante questo passato tumultuoso e un presente ancora irrisolto, l’Italia avrebbe comunque l’opportunità di riposizionare la propria presenza nelle acque libiche come un fatto di cooperazione storica. La tradizione di pesca congiunta tra i due paesi può essere enfatizzata come un legame che merita di essere preservato e valorizzato. In un contesto di crescente crisi economica e ambientale, una cooperazione nel settore della pesca potrebbe portare benefici reciproci, favorendo non solo la sostenibilità delle risorse marine, ma anche lo sviluppo economico delle comunità costiere di entrambi i paesi.

In questo contesto, il ruolo dell’Unione Europea (UE) risulta cruciale. La UE potrebbe fungere da mediatore tra Italia e Libia, promuovendo un dialogo multilaterale che tenga conto degli interessi di tutte le parti coinvolte. Inoltre, potrebbe supportare la creazione di un quadro normativo chiaro e condiviso per regolamentare le attività di pesca, in linea con i principi di sostenibilità promossi dalla Politica Comune della Pesca (PCP)
Allo stesso modo, le rinnovate aperture diplomatiche nelle recenti visite del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Libia lasciano ben sperare per l’immediato futuro. Con l’adozione del piano Mattei, la Meloni ha avanzato delle proposte strategiche come modello di cooperazione economica e politica, tra le quali la pesca occupa un ruolo di primo piano.

Zone economiche, come quelle di Zuwara Ras Jedir, situata a sud-ovest della capitale Tripoli, superato il conflitto con lo Stato tunisino in ordine alla gestione del valico, rappresentano oggi un’area economica interessante per la pesca. Le Autorità governative locali sarebbero pronte ad aprire un importante dialogo in ordine allo sfruttamento sostenibile delle risorse marine.

Sebbene il diritto storico dell’Italia alle acque libiche non possa essere pienamente affermato a causa delle vicende passate, la combinazione di un approccio bilaterale, il supporto della UE e il rispetto dei principi dell’UNCLOS offre un’opportunità concreta per costruire un futuro di cooperazione. Rivitalizzare la tradizione di collaborazione tra i due paesi rappresenta il passo essenziale per garantire un equilibrio tra diritto, sostenibilità e sviluppo economico.

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Unci AgroAlimentare: pesca molluschi, traguardo importante per l’area del Gargano

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Unci AgroAlimentare: pesca molluschi, traguardo importante per l’area del Gargano – Il riconoscimento formale del consorzio di gestione “Consorzio Molluschi Nord Gargano” da parte della Direzione Generale Pesca e Acquacoltura del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, approvato il 24 Dicembre 2024, rappresenta un traguardo importante per Unci AgroAlimentare e per le imprese di pesca autorizzate alla cattura dei molluschi bivalvi con il sistema draga idraulica.
Un obiettivo raggiunto dopo un lungo percorso condiviso, che ha preso il via nel 2008, per iniziativa dell’ex presidente Ferdinando Del Giudice e dei rappresentanti Unci AgroAlimentare di Foggia, Donato Fanizza, Lelio De Laurentiis e Michele Lombardi, che, in sinergia con i pescatori e le altre organizzazioni datoriali del settore presenti in loco, si sono impegnati nel raggiungimento della meta, superando numerosi ostacoli, anche di natura burocratica.

Altro che “impresa in un giorno”, come recitano slogan istituzionali distanti dalla realtà.
Una delle priorità su cui ha puntato Unci AgroAlimentare, oltre al riconoscimento del consorzio, è la revisione del decreto ministeriale sulla “Disciplina della pesca dei molluschi bivalvi” (22 dicembre 2000), che ancora oggi rappresenta un ostacolo per la costituzione di questi organismi che sono l’unica vera opportunità per attuare una pesca selettiva e il mantenimento dello sforzo di pesca. E’ necessario infatti, come da noi segnalato, rivisitare ed ampliare gli areali di cattura, proprio per non insistere su un unico ambito. Grazie alla ricerca, agli studi scientifici e altri strumenti tecnologici adesso è possibile procedere in questa direzione, anche per contenere i gravi effetti negativi che la presenza di una specie aliena invasiva, come il granchio blu, sta determinando, soprattutto nell’Alto Adriatico.

In capo al Consorzio Molluschi Nord Gargano, in virtù dell’affidamento della gestione della pesca dei molluschi bivalvi nell’ambito del Compartimento marittimo di Manfredonia, resta la responsabilità delle attività di cattura e di mantenimento della risorsa ittica, attraverso un Piano di gestione che sarà elaborato in collaborazione con l’Università di Bari “Aldo Moro”, quale istituto scientifico di riferimento scelto dal Consorzio.

“La nostra organizzazione – ha sottolineato il presidente nazionale dell’Unci AgroAlimentare, Gennaro Scognamiglio – ha portato avanti la tutela della pesca nell’area del Gargano, evidenziando l’importanza della sostenibilità ambientale coniugata a quella economica e lavorativa degli operatori, con l’intento di salvaguardare allo stesso tempo il reddito dei pescatori e delle loro famiglie e la presenza dei molluschi bivalvi. A questo scopo, il Consorzio metterà in campo azioni mirate a protezione della risorsa: semina, ripopolamento, controllo delle catture, istituzione di aree di riposo biologico e una turnazione delle unità da cattura.
Ai nostri cooperatori e a tutti i pescatori aderenti al Consorzio va quindi il nostro plauso per gli sforzi compiuti e al Masaf – Direzione Generale della Pesca apprezzamento per aver supportato l’istanza di riconoscimento, riconoscendone l’effettiva importanza”.

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Certificazioni di sostenibilità. Anche il cibo per animali attento al futuro del pianeta

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Certificazioni di sostenibilità. Anche il cibo per animali attento al futuro del pianeta – In un presente in cui i consumatori sono sempre più attenti all’impatto ambientale delle loro scelte, le certificazioni di sostenibilità stanno diventando il nuovo standard, anche nei settori più inattesi. Non è più solo una questione di scegliere pesce certificato per la tavola di casa, ma ora anche il cibo per animali si sta allineando a queste nuove esigenze di responsabilità ambientale.

Un esempio recente e significativo arriva dall’Australia, dove il marchio Dine, parte del gruppo Mars Petcare, ha lanciato un prodotto rivoluzionario per gatti: il Dine Fillet con Tonno Sostenibile, certificato dal Marine Stewardship Council (MSC). Questa certificazione è un riconoscimento internazionale che garantisce il rispetto di rigorosi standard ambientali e il sostegno alla pesca sostenibile.

La scelta di Mars Petcare di collaborare con MSC riflette un impegno crescente verso la sostenibilità non solo per gli alimenti umani, ma anche per quelli dedicati ai nostri amici a quattro zampe. “Nutrire il tuo gatto non dovrebbe mai avvenire a spese dell’ambiente,” ha dichiarato Camille Shepherd, amministratrice delegata di Mars Petcare Australia. “I gatti meritano cibo delizioso che aiuti a preservare le risorse del pianeta.”

Questa nuova proposta non è solo una novità per il settore pet food, ma rappresenta un passo avanti fondamentale per educare i consumatori sull’importanza di scelte consapevoli anche quando si tratta di prendersi cura dei propri animali. La presenza del marchio MSC con il suo iconico “blue fish tick” sulla confezione rassicura i proprietari di animali domestici sulla provenienza etica del prodotto, certificando che il pesce è stato pescato in modo sostenibile e mantenuto separato da quello non certificato in ogni fase del processo.

L’importanza delle certificazioni come quella del Marine Stewardship Council non può essere sottovalutata. Garantiscono che i prodotti ittici rispettino criteri severi di tracciabilità, sostenibilità e trasparenza, creando un legame di fiducia tra produttori e consumatori. Questo aspetto, che fino a pochi anni fa sembrava destinato esclusivamente alla filiera umana, sta ora ridefinendo anche il mercato degli alimenti per animali.

La rivoluzione del pet food sostenibile potrebbe essere solo l’inizio di un trend più ampio. In un’epoca in cui ogni scelta quotidiana può fare la differenza per il futuro del pianeta, l’attenzione verso prodotti responsabili sta diventando sempre più centrale. Che si tratti di un filetto di tonno sostenibile sulla nostra tavola o nella ciotola del nostro gatto, il messaggio è chiaro: le nostre abitudini possono contribuire a costruire un mondo migliore, una ciotola alla volta.

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Eolico offshore e acquacoltura

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Eolico offshore e acquacoltura – Gli oceani non sono più solo distese d’acqua da attraversare o da cui estrarre risorse: stanno diventando veri e propri motori di sostenibilità grazie all’integrazione tra energia eolica offshore e acquacoltura. Questo modello innovativo, studiato da università come quella di Porto e Hohai in Cina, promette di rivoluzionare l’uso dello spazio marino, creando sinergie senza precedenti tra due settori chiave per il futuro: energia rinnovabile e produzione alimentare sostenibile.

L’idea alla base è semplice quanto geniale: utilizzare gli spazi tra le turbine eoliche per allevare pesci, coltivare alghe o mitili. In questo modo, non solo si ottimizza lo spazio, ma si condividono infrastrutture e costi, mitigando al contempo gli impatti ambientali. Uno studio pubblicato su Ocean Engineering evidenzia che le colture di alghe, ad esempio, non solo generano cibo, ma stabilizzano anche le strutture idrodinamiche delle turbine, migliorandone la resistenza.

Progetti pilota come UNITED in Europa o Mingyu-1 in Cina stanno già dimostrando la fattibilità di questa integrazione. In Belgio, il progetto Edulis unisce l’allevamento di mitili ai parchi eolici, mentre Aquawind, a Gran Canaria, sperimenta l’allevamento di orate e ricciole su piattaforme galleggianti. Nei Paesi Bassi, North Sea Farm 1 punta a integrare la coltivazione di alghe nel parco eolico Hollandse Kust Zuid, con l’obiettivo di passare alla scala commerciale entro il 2028.

Questa collaborazione tra energia eolica e acquacoltura offre molteplici vantaggi. Oltre a ridurre i costi e l’impatto ambientale, ottimizza le risorse marine e diversifica le fonti di reddito, aprendo nuove opportunità economiche per le comunità costiere. L’energia pulita prodotta dai parchi eolici può alimentare le attività di acquacoltura, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e migliorando l’efficienza energetica del settore.

Tuttavia, non mancano le sfide: la mancanza di normative chiare, i rischi di collisione tra infrastrutture e l’impatto sui fondali marini rappresentano ostacoli significativi. È necessaria una maggiore cooperazione tra governi, industria e ricerca per superare queste barriere e sfruttare appieno il potenziale di questa alleanza.

Il futuro della sostenibilità in mare passa inevitabilmente attraverso queste innovazioni. Con progetti all’avanguardia e un crescente interesse globale, la combinazione di energia eolica e acquacoltura segna un passo fondamentale verso una gestione più responsabile delle risorse marine e lo sviluppo di un’economia blu resiliente e inclusiva.

Eolico offshore e acquacoltura

 

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Dalle microalghe un aiuto per combattere il declino cognitivo

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Dalle microalghe un aiuto per combattere il declino cognitivo – Dal cuore delle profondità marine arriva una scoperta che potrebbe rivoluzionare il modo in cui affrontiamo l’invecchiamento cognitivo. La fucoxantina, un carotenoide estratto dalla microalga Phaeodactylum tricornutum, ha dimostrato risultati promettenti in uno studio condotto su 43 persone di età compresa tra 55 e 75 anni.

Secondo i ricercatori della Texas A&M University, in collaborazione con l’azienda francese Microphyt, questa molecola marina non solo migliora memoria e attenzione, ma ha anche effetti positivi sulla qualità del sonno e sulla sensibilità all’insulina. Lo studio, durato 12 settimane, ha coinvolto due gruppi di partecipanti: uno ha ricevuto un placebo, mentre l’altro ha assunto 8,8 milligrammi di fucoxantina al giorno. I risultati sono stati sorprendenti: i partecipanti che hanno integrato la loro dieta con questo estratto hanno mostrato miglioramenti significativi nel tempo di reazione e nella capacità di ricordare informazioni, insieme a un sonno più profondo e rigenerante.

Ma come agisce la fucoxantina? I ricercatori spiegano che questa sostanza è in grado di attraversare la barriera emato-encefalica, raggiungendo direttamente il cervello. Le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie sembrano proteggere le funzioni cognitive dall’usura del tempo, offrendo una speranza concreta per chi vuole mantenere una mente lucida e attiva anche in età avanzata.

Oltre ai benefici cognitivi, lo studio ha evidenziato segnali di miglioramento nella sensibilità all’insulina, un fattore cruciale per la salute metabolica. Questo rende la fucoxantina non solo un potenziale “elisir della memoria”, ma anche un alleato prezioso contro il diabete e altre malattie croniche legate all’invecchiamento.

Nonostante questi risultati incoraggianti, gli scienziati invitano alla cautela: sono necessari ulteriori studi per confermare pienamente gli effetti e comprendere i meccanismi d’azione di questa sostanza naturale. Tuttavia, l’orizzonte è promettente.

Con l’aumento della popolazione anziana, scoperte come questa potrebbero giocare un ruolo chiave nel prolungare una vita sana e attiva. Ancora una volta, il mare si dimostra una fonte inesauribile di risorse, offrendo nuove soluzioni per sfide globali come l’invecchiamento e la salute.

La fucoxantina rappresenta una nuova frontiera per la ricerca e il benessere. Le sue proprietà naturali, combinate con i progressi scientifici, potrebbero aprire la strada a soluzioni innovative per migliorare la qualità della vita di milioni di persone. Il futuro della salute sembra essere sempre più legato alle risorse del mare.

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