Categoria: Pesce In Rete Pagina 59 di 989

Acquacoltura mondiale in crescita, supera la pesca come fonte di prodotti ittici

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Acquacoltura mondiale in crescita, supera la pesca come fonte di prodotti ittici – AquaFarm, la mostra-convegno internazionale dedicata all’acquacoltura e all’industria della pesca sostenibile, si avvicina alla sua ottava edizione, confermando la sua posizione unica nel panorama delle manifestazioni dedicate all’innovazione agroalimentare. L’appuntamento è mercoledì 12 e giovedì 13 febbraio 2025 presso Pordenone Fiere.

AquaFarm 2025 riunisce l’intera filiera dell’acquacoltura, molluschicoltura, algocoltura e della pesca sostenibile, con oltre 130 aziende leader coinvolte. Con più di 30 conferenze e di 200 relatori internazionali, il programma di AquaFarm propone eventi, workshop e approfondimenti su innovazioni, pratiche sostenibili e tendenze emergenti. AquaFarm rappresenta un momento unico per creare relazioni strategiche e per contribuire a ridisegnare un futuro sostenibile dell’alimentazione.

Panoramica sul mercato globale allevamento

Nel frattempo, arrivano notizie importanti sul settore: la nuova edizione dell’autorevole rapporto della FAO, The State of World Fisheries and Aquaculture, registra il sorpasso storico dell’allevamento sulla pesca per quanto riguarda le specie ittiche con il 51% del totale corrispondenti a 94,4 milioni di tonnellate (ultimi dati certificati relativi al 2022). Il 62,6% della produzione avviene con allevamenti su terraferma, il rimanente siti nelle acque costiere. Le specie allevate sono circa 730, anche se il 60% è rappresentato da 17 varietà. La crescita rispetto al 2020 è stata del 7,6%, concentrata per oltre la metà nei pesci, seguiti dai crostacei e dai molluschi.

L’89% della produzione globale di fauna acquatica è stato destinato al consumo umano diretto, mentre il rimanente è stato utilizzato per altri scopi, la maggior parte per la produzione di mangimi per pesci e di olio. La percentuale della produzione destinata all’alimentazione continua a crescere, anche grazie ad un uso maggiore di scarti e sottoprodotti della lavorazione. Per esempio, il 34% del mangime per pesci e il 53% dell’olio nel 2022 provenivano da scarti e sottoprodotti.

Il consumo umano è stato di 20,7 kg pro capite a livello mondiale. I prodotti ittici forniscono proteine di elevata qualità, il 15% delle proteine animali consumate e il 6% del totale delle proteine a livello mondiale, oltre a fornire nutrienti cruciali come Omega-3, minerali e vitamine. Il ruolo dell’acquacoltura è sempre più

cruciale per garantire cibo sano e nutriente alla popolazione mondiale. Mentre la pesca oscilla tra le 86 e le 94 milioni tonnellate l’anno dagli anni ’80, la domanda di pesce cresce dal 1961 ad un ritmo doppio di quello della popolazione. Nel 1961 il consumo pro capite era di 9,1 kg. Secondo le previsioni della FAO, il consumo pro-capite crescerà a 21,3 kg entro il 2032, con una produzione totale di 205 milioni di tonnellate, con 111 milioni provenienti dall’acquacoltura e 94 milioni, sostanzialmente stabili, dalla pesca.
Nel 2022 la quota di pescato proveniente da aree dove è in atto la sostituzione naturale degli individui catturati è scesa di 2,3 punti, al 62,3%.

In molti Paesi a basso reddito, le specie ittiche sono la principale fonte di proteine nobili, e per 3,2 miliardi di persone, i prodotti ittici rappresentano almeno il 20% delle proteine nobili consumate. Oggi per queste persone la gran parte provenienti dei prodotti ittici proviene da attività di pesca di piccole dimensioni, che rappresentano il 40% del totale delle catture ma il 90% dei lavoratori impiegati, il 40% dei quali sono donne. Stante la stagnazione delle catture, il ruolo socioeconomico dovrà essere preso da piccoli allevamenti, che sono il focus di molte attività della FAO negli ultimi anni, che sono state ospitate ad AquaFarm nelle scorse edizioni.

In Italia

In questo quadro, la produzione italiana, rilevata dall’Associazione Piscicoltori Italiani, si inserisce con un fatturato nel 2023 di 400 milioni di euro, esclusi i molluschi. La specie più allevata è la trota, con 30.000 tonnellate e 280 milioni di uova embrionate, seguita da orate e spigole con 17.000 tonnellate. L’Italia inoltre produce 160 milioni di avannotti di specie marine pregiate. Da diversi anni, l’Italia è il secondo produttore mondiale di caviale di storione con 65 tonnellate di uova, dopo la Cina. Dal punto di vista socioeconomico, l’ittiocoltura avviene in Italia in 800 siti produttivi concentrati per il 60% al Nord, il 15% al Centro e il 25% al Sud, dove vengono allevate più di 25 specie.

Questo ecosistema di aziende, di ogni dimensione, converge ogni anno ad AquaFarm per incontrarsi, confrontarsi sui temi caldi ed emergenti del settore, discutere nuove opportunità e scoprire le novità nel campo della ricerca, delle normative e del mercato. Il programma di conferenze offre numerose occasioni di discussione e aggiornamento, affiancando l’area espositiva. Quest’anno saranno due i padiglioni, con tre sale conferenze appositamente realizzate. L’obiettivo è migliorare il risultato positivo dello scorso anno anche in termini di partecipazione alle sessioni convegnistiche e ai workshop di ricerca e aziendali.

Acquacoltura mondiale in crescita, supera la pesca come fonte di prodotti ittici

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Cisint su nuova proposta di riduzione pesca nel Mediterraneo

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Cisint su nuova proposta di riduzione pesca nel Mediterraneo  – I servizi della DG Mare della Commissione europea hanno presentato in data 27 novembre, una nuova proposta che limita enormemente l’attività di pesca nel Mediterraneo già a partire dal 2025. A darne notizia l’eurodeputata Anna Cisint, membro della Commissione Pesca che evidenzia “la nuova Commissione si sta dimostrando peggio della precedente, la proposta prevede un’insostenibile riduzione della quota di sforzo di pesca nel bacino del Mediterraneo pari al 38% per il merluzzo, del 29% per il gambero rosso e del 25% per i palangari e tutto questo, già a partire dal primo gennaio 2025. La prossima settimana è previsto il Consiglio Agrifish in cui il testo sarà presentato, urge l’intervento celere del Vicepresidente Fitto, considerato che sono a rischio centinaia di posti di lavoro dell’intero comparto ittico, già gravato dalle limitazioni imposte negli ultimi cinque anni. Uno stillicidio, quello dei nostri pescatori, che non siamo più disposti a tollerare”.

Cisint su nuova proposta di riduzione pesca nel Mediterraneo 

 

Leggi anche:  Cormorani. Cisint: “Danni insostenibili ad ambiente e pesca, li si renda cacciabili” – Con un’interrogazione mirata, cofirmata dal collega Aldo Patriciello, l’europarlamentare friulana Anna Maria Cisint ha chiesto alla Commissione europea quali azioni legislative e in che tempi intenda intraprendere per risolvere il problema del cormorano (Phalacrocorax carbo), uccello ittiofago in continuo aumento, che ormai da tempo sta creando problemi alla pesca e alla biodiversitá.

 

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Nuovo report ISSF sullo stato della pesca mondiale del tonno

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Nuovo report ISSF sullo stato della pesca mondiale del tonno – Con una produzione annua di 5,2 milioni di tonnellate (dato 2022), la pesca del tonno rappresenta una delle attività ittiche più rilevanti a livello globale. Secondo il report ISSF 2024-07 Status of the World Fisheries for Tuna, il settore continua a crescere, ma affronta sfide significative legate alla sostenibilità e alla gestione delle risorse. La suddivisione della cattura vede il tonno skipjack in testa con il 57%, seguito da pinna gialla (30%), obeso (7%) e alalunga (5%), mentre i tonni rossi rappresentano solo l’1%.

La salute degli stock di tonno

Il report evidenzia un panorama globale misto: il 65% degli stock è considerato in buono stato, il 22% a livelli intermedi e il 13% sovrasfruttato. Tuttavia, l’87% degli stock globali non è attualmente soggetto a sovrasfruttamento. Questo risultato positivo deriva in gran parte dalle misure di gestione implementate dalle principali Organizzazioni Regionali per la Gestione della Pesca (RFMO), che includono limiti di cattura, regole di controllo e strategie di gestione avanzate.

Nonostante i dati complessivamente incoraggianti, alcune aree geografiche e specie restano vulnerabili. Gli stock di tonno obeso, pinna gialla e rosso mostrano segni di stress in regioni specifiche come l’Oceano Indiano e il Pacifico orientale. Queste aree richiedono interventi più incisivi, inclusa l’adozione di misure di conservazione più rigorose e il miglioramento della raccolta dei dati.

Negli ultimi anni, le RFMO hanno introdotto innovazioni significative, come l’uso di tecnologie per il monitoraggio dei pescherecci e la regolamentazione delle attività legate ai dispositivi di concentrazione del pesce (FAD). Tuttavia, il numero crescente di set sui FAD solleva preoccupazioni per l’aumento della mortalità da pesca, evidenziando la necessità di un equilibrio tra innovazione tecnologica e sostenibilità.

Opportunità future per una pesca sostenibile

Il report ISSF sottolinea l’importanza di politiche integrate che combinino pratiche di pesca responsabili, gestione adattiva e collaborazione internazionale. Investire in ricerca scientifica e sviluppare ulteriori strategie di gestione basate su dati aggiornati saranno elementi cruciali per garantire la sostenibilità a lungo termine delle risorse ittiche.

L’industria del tonno ha l’opportunità di fungere da modello per la pesca sostenibile a livello globale, adottando approcci innovativi che proteggano gli ecosistemi marini e soddisfino la crescente domanda di prodotti ittici di qualità.

Nuovo report ISSF sullo stato della pesca mondiale del tonno

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Studio di ricercatori greci sull’etichettatura errata dei cefalopodi

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Studio di ricercatori greci sull’etichettatura errata dei cefalopodi – Un recente studio condotto da ricercatori greci, torna a far luce sull’etichettatura errata dei prodotti ittici, un fenomeno globale che interessa anche il mercato greco, in particolare per i cefalopodi, considerati una prelibatezza nella cultura gastronomica locale. Nonostante l’introduzione di normative stringenti a livello europeo e locale, la sostituzione di specie e l’imprecisione nelle informazioni etichettate sono ancora problemi diffusi. La recente ricerca ha analizzato i tassi di etichettatura errata di cefalopodi venduti in diverse città greche, evidenziando come pratiche scorrette e, talvolta, negligenza possano compromettere la fiducia dei consumatori e ostacolare la sostenibilità del commercio ittico.

La ricerca ha raccolto 156 campioni di cefalopodi da pescherie, mercati, ristoranti e supermercati in quattro città greche. Attraverso il sequenziamento genetico di due geni mitocondriali – il COI (subunità I della citocromo ossidasi) e il 16S (RNA ribosomiale) – è stata identificata con successo la specie nel 93,58% dei campioni. Tuttavia, il dato più significativo riguarda le discrepanze tra l’etichetta e la specie identificata, riscontrate nel 40,41% dei casi.

I risultati dimostrano che, nonostante le norme dell’UE sull’etichettatura dei prodotti ittici (Regolamento 1379/2013), che richiedono informazioni obbligatorie come nome comune e scientifico, metodo di produzione e zona di origine, persistono alti tassi di sostituzione. Tali pratiche possono essere attribuite sia a frodi intenzionali per ragioni economiche che a errori derivanti da negligenza o scarsa consapevolezza della normativa da parte dei rivenditori.

Implicazioni economiche, sanitarie e ambientali

La sostituzione delle specie non è solo un problema di trasparenza, ma ha anche conseguenze economiche e sanitarie. L’etichettatura errata può mascherare la vendita di prodotti di qualità inferiore a prezzi più alti, rappresentando una frode economica. Inoltre, alcune specie di cefalopodi possono contenere tossine o allergeni pericolosi per la salute umana, evidenziando l’importanza di una corretta identificazione.

A livello ambientale, le frodi possono favorire la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN), minando gli sforzi di conservazione delle risorse ittiche. Anche se le popolazioni di cefalopodi sembrano in aumento negli ultimi decenni, grazie a fattori come la diminuzione dei predatori naturali, la gestione sostenibile degli stock rimane una priorità.

Il ruolo del DNA barcoding nella lotta alla frode alimentare

Il DNA barcoding si è rivelato uno strumento efficace per identificare specie ittiche e contrastare le frodi alimentari. Questa tecnica consente di analizzare piccole regioni genetiche e confrontarle con database esistenti, offrendo risultati rapidi e affidabili. Tuttavia, l’implementazione su larga scala richiede investimenti significativi e una maggiore consapevolezza lungo tutta la filiera produttiva.

Un appello alla trasparenza nel commercio ittico

Questo studio sottolinea l’urgenza di monitorare costantemente i prodotti ittici disponibili sul mercato. Oltre a rafforzare i controlli, è essenziale educare i rivenditori e i consumatori sulla legislazione vigente e sull’importanza di pratiche commerciali etiche. Solo attraverso un impegno collettivo sarà possibile garantire trasparenza e sostenibilità in un settore vitale come quello ittico.

Studio di ricercatori greci sull’etichettatura errata dei cefalopodi

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La Norvegia massimizza le risorse ittiche con la produzione di salsa di pesce

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La Norvegia massimizza le risorse ittiche con la produzione di salsa di pesce – Gli scienziati di Nofima hanno fatto un importante passo avanti nello sviluppo sostenibile dell’industria ittica norvegese, creando una salsa di pesce di alta qualità utilizzando pesci pelagici, come il melù, e residui di aringa. Questo progetto rappresenta una significativa innovazione nel settore alimentare in grado di offrire una soluzione per valorizzare le materie prime e i sottoprodotti dell’industria della pesca, con potenziali vantaggi economici e ambientali.

La salsa di pesce prodotta attraverso questo progetto, realizzata con il contributo dell’azienda Noumami, soddisfa gli standard qualitativi internazionali. Grazie a un processo di fermentazione durato dieci mesi, è stato possibile ottenere un prodotto con un contenuto proteico di quasi il 50% e un profilo aromatico complesso, caratterizzato da sapori umami, note di fermentato e accenti tostati.

Questo approccio non solo assicura un sapore distintivo e un aroma invitante, ma contribuisce anche a promuovere un uso sostenibile delle risorse ittiche. Utilizzare sottoprodotti come materia prima rappresenta infatti un passo significativo verso un’economia circolare, riducendo gli sprechi e aumentando il valore aggiunto dell’industria.

Uno dei prodotti di punta di questo progetto, la salsa di pesce Jadarr di Noumami, ha già conquistato il mercato e ottenuto riconoscimenti prestigiosi, arrivando tra i finalisti al concorso Det norske måltid 2025. Questo traguardo dimostra come l’innovazione possa essere premiata non solo dal punto di vista economico, ma anche da esperti e appassionati di gastronomia.

Una visione globale per un prodotto tradizionale

La salsa di pesce è un prodotto con un vasto potenziale nel mercato alimentare globale, stimato a oltre 15 miliardi di dollari. Il fatto che sia ora possibile produrla con materie prime norvegesi e con un elevato standard qualitativo pone l’industria ittica norvegese in una posizione strategica per conquistare nuovi mercati.

Secondo gli scienziati e i partner del progetto, tra cui l’azienda Pelagia, il processo di fermentazione ottimizzato apre a molteplici applicazioni future, sia nel mercato domestico che in quello internazionale. L’uso del sale marino, combinato con un lungo periodo di fermentazione, conferisce alla salsa di pesce norvegese un sapore unico, ideale per arricchire piatti caldi e freddi con una profondità di gusto inimitabile.

Il progetto Fish Sauce, finanziato da FHF – Fishery and Aquaculture Industry Research Funding, rappresenta un esempio virtuoso di come la ricerca possa guidare lo sviluppo sostenibile. Grazie alla collaborazione tra Nofima, Noumami e Pelagia, l’industria ittica norvegese può ora puntare a diversificare i propri prodotti e valorizzare sottoprodotti che altrimenti avrebbero scarso utilizzo.

Le potenzialità di questa innovazione non si limitano alla produzione alimentare. La combinazione di sostenibilità, qualità e innovazione potrebbe rappresentare un nuovo pilastro per il settore ittico norvegese, garantendo competitività sui mercati globali e contribuendo a un uso più efficiente delle risorse.

La Norvegia massimizza le risorse ittiche con la produzione di salsa di pesce

 

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