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“In Mare” a Pesaro, per scoprire il mondo della pesca

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“In Mare” a Pesaro, per scoprire il mondo della pesca -La mostra immersiva di Federpesca “In Mare” approda a Pesaro dal 28 novembre all’8 dicembre, allestita presso il Palazzo della Prefettura nella Sala Laurana, in Piazza del Popolo. Proprio nell’anno che vede Pesaro Capitale della Cultura, Federpesca vuole ribadire il suo impegno per la tutela e lo sviluppo delle imprese ittiche ponendo l’attenzione su quanto l’attività di pesca e il settore ittico siano capisaldi della nostra cultura e tradizione ed elementi rappresentativi del territorio italiano. Per questo, grazie all’attenzione del Comune di Pesaro a tutte le novità della blue economy e alla crescita di un’economia che deve essere sempre più sostenibile, Federpesca propone, accanto ad una comunicazione tradizionale, anche la narrazione incentrata sulla potenza evocativa delle immagini e dei suoni, attraverso la realizzazione di un progetto espositivo all’interno di una cupola geodetica.

“In Mare” è un’esperienza visiva e sonora alla scoperta del mondo della pesca. Un percorso sensoriale in cui il visitatore può immergersi fisicamente ed emotivamente in storie — fatte di passione, sacrificio e dedizione — di donne e uomini che ogni giorno si impegnano a offrire i migliori prodotti ittici, scoprendo la loro vita attraverso immagini e suoni che raccontano il mare.
Il tutto per la valorizzazione del patrimonio culturale e la promozione del territorio. Allo stesso tempo, la mostra si integra bene con il tema principale della candidatura di Pesaro a Capitale della Cultura, ovvero il rapporto fra arte, ambiente e tecnologia, sostenibilità, dove affrontare anche le tematiche del futuro della pesca in una transizione digitale, economica ed ecologica. Per scoprire un settore capace di sapersi innovare per accogliere le sfide odierne e trasformarle in opportunità.

Vi aspettiamo il 28 novembre alle ore 17.00 per l’inaugurazione della mostra! Per tutta la durata dell’esposizione, sarà poi possibile visitare la mostra dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30.
Si ringrazia per la gentile concessione il Prefetto di Pesaro-Urbino

“In Mare” a Pesaro, per scoprire il mondo della pesca

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Bene introduzione misure sociali ed economiche a sostegno dei pescatori

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Bene introduzione misure sociali ed economiche a sostegno dei pescatori – “Esprimiamo soddisfazione per l’approvazione del disegno di legge sulla valorizzazione della risorsa mare, che contiene due misure molto attese per il sostegno dei lavoratori della pesca. Dopo l’approvazione della modifica della legge 102 che equipara il settore della pesca a quello dell’agricoltura e il deciso cambio di paradigma nei confronti della Commissione Europea, il Governo mostra attenzione nei confronti di un settore strategico per il paese che garantisce non solo approvvigionamento di cibo di qualità, ma anche cultura e tradizione nelle nostre marinerie”.

Lo dichiarano Fai, Flai e Uila pesca commentando l’approvazione, ieri sera, in Consiglio dei ministri del Ddl valorizzazione risorsa mare.

“In primo luogo, diamo atto del recepimento della preoccupazione da noi espressa in merito al ricollocamento dei lavoratori che rimarranno senza occupazione in seguito all’adesione delle imprese alla misura di arresto definitivo. La norma, utile a preservare i livelli occupazionali, prevede l’applicazione di un regime previdenziale agevolato per le imprese che imbarcano lavoratori sottoposti a questa fattispecie e testimonia un’attenzione peculiare ad una criticità che, nel prossimo anno, potrebbe riguardare tra i 1.000 e i 1.500 lavoratori” affermano i sindacati. “Riteniamo fondamentale poi la previsione di dare piena attuazione alla Cisoa, definendo le causali di intervento dell’integrazione salariale a beneficio dei lavoratori, nonché le modalità e i criteri di erogazione delle prestazioni conseguenti. Una misura per la quale il sindacato si batte da anni e che è stata estesa al comparto della pesca grazie alle numerose rivendicazioni da noi portate avanti con insistenza, nella convinzione dell’importanza di dotare il settore di un ammortizzatore sociale strutturato, ma fino ad ora mai resa operativa.”

“Riteniamo adesso fondamentale l’avvio di un confronto con le parti sociali” concludono Fai, Flai e Uila pesca “per individuare misure che rendano velocemente attuativi i provvedimenti disposti, in particolare per assicurare l’operatività della Cisoa nonché la sua piena rispondenza alle esigenze del settore al fine di favorire un progetto complessivo di rilancio della pesca italiana.”

Bene introduzione misure sociali ed economiche a sostegno dei pescatori

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Scognamiglio: “Governo consolida tutele lavoratori e livello occupazionale pesca”

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Scognamiglio: “Governo consolida tutele lavoratori e livello occupazionale pesca” – “Il disegno di legge sulla Valorizzazione della Risorsa Mare costituisce un altro importante pezzo del nuovo quadro normativo a sostegno della pesca, teso alla riorganizzazione e al rilancio del comparto”.

Ad affermarlo è Gennaro Scognamiglio, presidente nazionale di Unci AgroAlimentare.

“Il provvedimento approvato ieri dal governo – prosegue il dirigente dell’associazione di settore del mondo cooperativistico –, su proposta del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, risponde ad una esigenza anche da noi sollevata: dare forza al provvedimento per la rottamazione delle vecchie imbarcazioni, il cui obiettivo era garantire maggiore sicurezza con una flotta nuova ed efficiente, consentendo però il mantenimento dei livelli occupazionali, grazie agli sgravi contributivi previsti per l’assunzione di lavoratori già operanti su barche dismesse.
Un grande traguardo, inoltre, viene raggiunto con l’estensione della cassa integrazione agricola, la Cisoa, al settore della pesca, consentendo così concretamente l’equiparazione tra le due attività, prevista da una precedente legge, colmando uno svantaggio a lungo pesato sugli addetti del segmento.
La pesca, dunque, riceve le giuste attenzioni, dopo un periodo difficile, a causa di un susseguirsi di congiunture sfavorevoli generali e problemi specifici, aggravati da un atteggiamento penalizzante e quasi persecutorio dell’Unione europea negli ultimi anni, rispetto ai quali è mancato il necessario dialogo e supporto da parte di politica e istituzioni”.

“Con il ministro Lollobrigida – ha concluso Scognamiglio – è stato inaugurato, sin dal suo insediamento, un approccio nuovo alle questioni, basato sul confronto e sulla collaborazione, nel rispetto dei reciproci ruoli, per far uscire dalle secche in cui si trova un settore produttivo di grande tradizione e di rilievo per l’economia nazionale, nonostante la sua fragilità, e guardare con più fiducia al futuro, puntando su sostenibilità complessiva e modernizzazione, senza disperdere il grande patrimonio di conoscenze ed esperienze che la pesca italiana possiede”.

Scognamiglio: “Governo consolida tutele lavoratori e livello occupazionale pesca”

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Nuovo codice di buone pratiche per il benessere dei pesci in acquacoltura

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Nuovo codice di buone pratiche per il benessere dei pesci in acquacoltura – L’acquacoltura europea si appresta a compiere un passo significativo verso una maggiore attenzione al benessere animale, grazie al lavoro del Meccanismo di Assistenza all’Acquacoltura dell’UE (AAM). Entro la fine del 2024, l’AAM produrrà un documento fondamentale sulle buone pratiche generali nel benessere dei pesci, arricchito da indicatori specifici che affrontano ogni fase della vita dei pesci allevati e i diversi metodi di produzione. Questo documento tiene conto delle raccomandazioni contenute nel Codice di buone pratiche per i produttori di acquacoltura per il benessere dei pesci, redatto dall’Aquaculture Advisory Council (AAC) e sottoposto alla Commissione Europea.

L’iniziativa nasce dall’impegno della Direzione Generale per gli Affari Marittimi e la Pesca (DG Mare) dell’UE, che ha riconosciuto l’importanza di fornire linee guida condivise per armonizzare le pratiche di acquacoltura in tutta Europa. La DG Mare ha confermato in una lettera ufficiale il proprio sostegno al processo, sottolineando il valore dei contributi ricevuti dall’AAC e l’importanza della collaborazione con il Centro di riferimento europeo per il benessere degli animali acquatici (EURCAW-aqua).

Un documento sottoposto a revisione scientifica

La DG Mare ha annunciato che il documento sulle buone pratiche sarà sottoposto a una rigorosa revisione da parte di EURCAW-aqua all’inizio del 2025. Questo passaggio garantirà l’affidabilità scientifica delle linee guida proposte, che saranno poi presentate agli Stati membri e alla CAA (Comitato Consultivo dell’Acquacoltura) prima della loro definitiva approvazione.

La revisione scientifica rappresenta un elemento cruciale per assicurare che le buone pratiche siano basate su evidenze concrete e aggiornate. EURCAW-aqua, infatti, lavorerà parallelamente nel 2024 allo sviluppo di indicatori specie-specifici per la carpa comune e la spigola, concentrandosi in particolare sulle fasi critiche del trasporto e della raccolta. Queste indicazioni saranno integrate in una visione più ampia, che mira a migliorare il benessere dei pesci in ogni fase del ciclo produttivo.

Il valore delle raccomandazioni AAC

Il ruolo dell’Aquaculture Advisory Council è stato determinante nella definizione delle priorità e delle linee guida per il benessere dei pesci in acquacoltura. Le raccomandazioni inviate alla Commissione Europea includono non solo indicazioni tecniche, ma anche un’ampia gamma di materiali di riferimento che riflettono le esperienze e le esigenze degli operatori del settore. La DG Mare ha espresso gratitudine per questo contributo, che ha rappresentato una base solida per lo sviluppo del codice.

Un impatto significativo per il settore acquacoltura

L’introduzione di linee guida comuni sul benessere dei pesci rappresenta un’opportunità per consolidare l’acquacoltura europea come leader globale nella sostenibilità e nella responsabilità etica. Oltre a rispondere alle crescenti aspettative dei consumatori in termini di etica e qualità, il nuovo codice contribuirà a migliorare la competitività del settore, offrendo strumenti pratici per ottimizzare la gestione degli allevamenti.

Gli indicatori sviluppati saranno fondamentali per monitorare e garantire il rispetto degli standard, offrendo agli allevatori strumenti concreti per valutare e migliorare il benessere animale. Questo approccio integrato, che unisce scienza e pratica, promette di avere un impatto duraturo non solo sulla qualità del prodotto finale, ma anche sulla reputazione dell’intero settore.

Un futuro sostenibile per l’acquacoltura

Con questo progetto, l’UE riafferma il proprio impegno verso un’acquacoltura sostenibile e rispettosa degli animali. La collaborazione tra istituzioni, esperti scientifici e operatori del settore costituisce un modello virtuoso che potrebbe ispirare altre regioni del mondo.

La pubblicazione del documento attesa per il 2025 sarà un momento decisivo per il settore, aprendo la strada a una nuova era di responsabilità e innovazione nell’acquacoltura europea.

Nuovo codice di buone pratiche per il benessere dei pesci in acquacoltura

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Plancton a rischio. È allarme per oceani e pesca

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Plancton a rischio. È allarme per oceani e pesca – Un nuovo studio condotto dall’Università di Bristol, pubblicato su Nature, lancia un segnale d’allarme: se il riscaldamento globale di origine antropica non verrà contenuto, molte forme di vita marina rischiano l’estinzione entro la fine del secolo. La ricerca si concentra sul plancton, minuscoli organismi oceanici fondamentali per l’ecosistema marino, analizzando come hanno risposto a significativi aumenti di temperatura in passato e confrontandoli con le proiezioni future.

Il ruolo cruciale del plancton negli oceani

Il plancton rappresenta il fulcro della catena alimentare marina e svolge un ruolo essenziale nel ciclo del carbonio. Tuttavia, i risultati della ricerca mostrano che questi organismi non riescono a tenere il passo con la velocità dei cambiamenti climatici attuali. Questo mette a rischio non solo la loro sopravvivenza, ma anche quella di molte specie marine che dipendono da essi per il cibo, inclusi numerosi pesci di interesse commerciale.

Lo studio rivela che anche con scenari più ottimistici, come un aumento di temperatura di 2°C, il plankton non sarebbe in grado di adattarsi rapidamente. Il tasso di riscaldamento attuale supera di gran lunga quello osservato durante eventi climatici estremi del passato, come l’ultima Era Glaciale, rendendo impossibile una migrazione o un adattamento sufficiente.

Modelli innovativi per comprendere il passato e prevedere il futuro

Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori hanno sviluppato un modello innovativo che combina dati geologici e proiezioni climatiche future. Analizzando il comportamento del plankton di 21.000 anni fa, il modello ha evidenziato che durante l’ultimo grande cambiamento climatico, questa specie era in grado di spostarsi verso aree più fredde per sopravvivere. Tuttavia, il riscaldamento odierno è troppo rapido e intenso per consentire lo stesso processo.

Le implicazioni per gli ecosistemi e le comunità umane

Le conseguenze di questa crisi sarebbero devastanti non solo per la biodiversità marina, ma anche per l’economia globale. Settori come la pesca, che dipendono direttamente dalla salute degli ecosistemi oceanici, potrebbero affrontare sfide senza precedenti. Le comunità costiere e i pescatori, già vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici, rischiano di subire gravi perdite economiche e alimentari.

Un appello all’azione globale

Lo studio sottolinea l’urgenza di limitare il riscaldamento globale a meno di 2°C, come previsto dall’Accordo di Parigi. Tuttavia, un recente report delle Nazioni Unite avverte che, senza interventi più incisivi, la temperatura globale potrebbe aumentare fino a 3,1°C entro la fine del secolo, superando il punto di non ritorno per molte specie e interi ecosistemi.

Questo studio è un monito chiaro: è indispensabile un impegno collettivo per ridurre le emissioni di carbonio e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. La salvaguardia del plankton e, di conseguenza, dell’intero ecosistema marino, è una responsabilità che tutti i governi devono affrontare con urgenza.

Plancton a rischio. È allarme per oceani e pesca

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