Golfo Aranci, incontro sulle opportunità di investimento

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Domani, nella splendida Golfo Aranci, daremo vita al convegno dal tema “Investire nel futuro blu”. Un momento importante per mettere insieme istituzioni, imprese e organizzazioni del settore e guardare al futuro, tutti insieme.

Sarà un dibattito sulle opportunità e le sfide del settore, che vede i nostri operatori nella costituzione di un sistema di collaborazione per Golfo Aranci e la Sardegna.

«Per noi questo è un importante appuntamento, un’ottima occasione di incontro con il comparto per sviluppare reti e connessioni anche fra le eccellenze locali – le parole del presidente di Agripesca, Mario Serpillo – aprendo nuove vie sul fronte di finanziamenti e bandi. E’ una eccellente opportunità per tutto il settoreanche perché il futuro dell’acquacoltura sarda passa inevitabilmente dalla sostenibilità e dall’innovazione tecnologica

Tanti gli argomenti sul tavolo: soprattutto, le opportunità di finanziamento disponibili per le attività di pesca, attraverso i bandi e il mercato. Grazie alla presenza di esperti sarà possibile discutere l’importanza di finanziamenti che supportano pratiche sostenibili, sia economicamente sia ecologicamente; si affronteranno temi legati all’innovazione e alle tecnologie verdi.

Ma sarà fondamentale per il comparto, affrontare tematiche legate alla promozione e alla formazione professionale.

A conclusione degli interventi tecnici, ci sarà un attesissimo show cooking, per celebrare anche in maniera tangibile l’eccellenza dei nostri mari e delle nostre marinerie, e dare un’idea di come potrebbe essere la messa in pratica delle attività di marketing e di utilizzo delle risorse primarie di cui, fortunatamente, disponiamo.

L’incontro rientra nel programma dell’ultima annualità del PNT.

Rassegna stampa:

Il Giappone cambia tutto: il seafood entra in una nuova era globale

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Il Giappone cambia tutto: il seafood entra in una nuova era globale . Quando un’azienda con 145 anni di storia decide di cancellare il proprio nome, non è mai una decisione di facciata. Dal 1° marzo 2026 Maruha Nichiro diventerà Umios Corporation e, con questa scelta, lancia un messaggio chiaro all’intero settore: non è più sufficiente essere competitivi. È tempo di essere necessari alla società.

In un comparto dove spesso il valore si misura in volumi, margini e mercati conquistati, Umios propone un’altra logica: prima il contributo sociale e ambientale, poi il profitto. La nuova identità non è solo un cambio grafico, ma una ridefinizione della funzione dell’azienda nel mondo. E se a farlo è il più grande gruppo ittico giapponese, il messaggio è forte e globale.

Il nuovo nome – una sintesi tra umi (oceano), one (unità con gli stakeholder) e solutions – mette in chiaro il posizionamento futuro. Non si tratta di vendere più tonno o prodotti surgelati, ma di creare valore sostenibile e rigenerativo. Umios si propone come attore integrato, capace di rispondere ai grandi temi del nostro tempo: scarsità di risorse, sicurezza alimentare, salute pubblica, salvaguardia degli ecosistemi.

Il cambio di nome coincide con quella che il board ha definito la “terza fondazione” del gruppo. Dopo le origini (fine Ottocento) e la fusione Maruha-Nichiro (2007), arriva oggi la fase della trasformazione strategica: l’azienda si riorganizza in chiave glocale*, ridisegna le sue filiere, investe sul valore sociale come asset competitivo e si apre a una narrazione internazionale, più universale.

Non si tratta di marketing. Si tratta di ridefinire cosa vuol dire essere una grande impresa del seafood nel 2025. E forse, anche in Europa, dovremmo iniziare a guardare con più attenzione cosa succede in Giappone. Perché se un colosso da miliardi decide che l’obiettivo non è più crescere, ma contribuire, allora è chiaro che qualcosa sta cambiando davvero.

Umios non nasce per stupire. Nasce per durare. E nel farlo, riscrive le priorità di un’intera industria.

Il ruolo del Giappone nell’industria ittica globale

Il Giappone non è solo una potenza storica del settore ittico. È uno dei principali riferimenti culturali, tecnologici e strategici dell’intero comparto. Anche se negli ultimi vent’anni ha perso peso in termini di volumi, il suo impatto resta determinante su più livelli.

La cultura alimentare giapponese ha definito standard globali nella selezione e lavorazione del pesce. Il Paese è all’avanguardia nelle tecnologie per pesca sostenibile, tracciabilità, automazione e sicurezza alimentare. È leader nella trasformazione industriale e nella creazione di valore aggiunto, con modelli replicati ovunque.

Importatore tra i più esigenti, è anche un mercato-guida per chi esporta qualità. Negli ultimi anni ha accelerato nella direzione di modelli produttivi più responsabili, rigenerativi, orientati alla sostenibilità. L’esempio di Umios ne è la dimostrazione.

Nel settore ittico globale, quello che il Giappone fa oggi, il resto del mondo osserva e spesso replica domani. Quando un suo colosso cambia visione, è l’industria intera che viene chiamata a reagire.

*Il termine “glocale” è una fusione di globale e locale, e indica un approccio che concilia la visione e le strategie globali con l’attenzione e l’adattamento alle specificità locali.

Nella foto Masaru Ikemi, Presidente di Maruha Nichiro

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Approvato il nuovo partenariato di pesca con la Guinea-Bissau

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Approvato il nuovo partenariato di pesca con la Guinea-Bissau – Ieri il Parlamento europeo ha approvato il rinnovo dell’accordo di pesca con la Guinea-Bissau, garantendo l’accesso alle acque del paese a 41 navi dell’UE per i prossimi cinque anni.

In base al nuovo protocollo, applicato provvisoriamente dal 18 settembre 2024, consente l’accesso alle acque della Guinea-Bissau per 28 tonniere congelatrici con reti a circuizione e pescherecci con palangaro e 13 tonniere con lenza e canne provenienti da Spagna, Italia, Grecia, Francia e Portogallo. L’accordo permette ai pescatori europei di catturare 3.500 tonnellate di cefalopodi e 3.700 tonnellate di gamberi all’anno fino al 2029. Le specie di piccoli pelagici rimangono escluse a causa dello stato degli stock e del basso sfruttamento.

In cambio, l’UE stanzierà 17 milioni di euro annui per un totale di 85 milioni di finanziamenti durante i cinque anni. Di questi, 4,5 milioni all’anno saranno destinati a promuovere la gestione sostenibile delle risorse ittiche della Guinea-Bissau, potenziare le capacità di controllo e sorveglianza e supportare le comunità di pescatori locali. Si tratta di un aumento di 1,4 milioni di euro all’anno rispetto al precedente accordo.

Oltre al contributo dell’UE, gli armatori pagheranno i canoni di licenza e di cattura all’amministrazione della Guinea-Bissau. La combinazione tra il contributo dell’UE e le tariffe corrisposte dagli operatori europei fa sì che il finanziamento totale superi i 100 milioni di euro nel periodo di cinque anni.

Il nuovo protocollo è stato approvato in plenaria con 518 voti a favore, 104 contrari e 61 astensioni.

Maggiore sostegno alla pesca locale

Con 605 voti a favore, 68 contrari e 10 astensioni, il Parlamento ha approvato una serie di raccomandazioni per la Commissione europea e le autorità della Guinea-Bissau da considerare nelle future negoziazioni e nell’applicazione del suddetto protocollo.

Al fine di garantire che l’accordo contribuisca realmente allo sviluppo della pesca locale, i deputati chiedono di migliorare le infrastrutture del paese per assicurare l’accesso al mercato per prodotti ittici locali e rafforzare la cooperazione per consentire alla Guinea-Bissau di esportare il proprio pescato.

I deputati si dicono preoccupati per il fatto che la Guinea-Bissau stia emergendo come paese di bandiera di comodo. La lotta alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata è ostacolata dalla mancata trasparenza sulla titolarità delle imbarcazioni. I deputati chiedono quindi all’UE di mobilitare assistenza tecnica e finanziaria per rafforzare il monitoraggio e il controllo delle attività di pesca, prevenire la pesca illegale e contrastare le strategie di reimmatricolazione delle imbarcazioni.

“La Commissione dovrebbe migliorare il monitoraggio e garantire che la cooperazione settoriale sia maggiormente orientata ai bisogni di sicurezza alimentare locale, alle condizioni sociali a bordo dei pescherecci e al riconoscimento del ruolo delle donne nelle comunità costiere” ha dichiarato il relatore Eric Sargiacomo (S&D, FR).

Per la quantità di risorse finanziarie coinvolte, l’accordo con la Guinea-Bissau è il secondo più importante partenariato per la pesca dell’UE con un paese terzo, dopo quello con la Mauritania.

Sebbene la pesca rappresenti il 15% delle entrate governative della Guinea-Bissau, il paese non può esportare prodotti ittici nell’UE perché non rispetta i requisiti sanitari e igienici europei. Si stima inoltre che solo il 3% del pescato delle imbarcazioni straniere nella zona di pesca della Guinea-Bissau venga sbarcato nel paese.

Approvato il nuovo partenariato di pesca con la Guinea-Bissau

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One Health e acquacoltura: un approccio integrato per un futuro sostenibile

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One Health e acquacoltura: un approccio integrato per un futuro sostenibile – L’acquacoltura è una delle principali fonti di produzione alimentare a livello globale e garantisce una notevole fonte di proteine di alta qualità a milioni di consumatori. Tuttavia, il settore deve affrontare sfide importanti, come la gestione delle malattie ittiche, la sicurezza alimentare e l’impatto ambientale. In questo contesto, l’approccio One Health si rivela essenziale, poiché riconosce l’interconnessione tra la salute degli animali, dell’uomo e dell’ambiente, promuovendo soluzioni integrate e sostenibili.

One Health è un approccio olistico che favorisce la collaborazione tra diverse discipline per affrontare le sfide sanitarie in modo globale. I pilastri su cui si fonda nello specifico settore dell’acquacoltura si basano essenzialmente sulla salute dei pesci ottenuta attraverso l’implementazione di protocolli di biosicurezza per prevenire la diffusione di malattie, ma anche attraverso l’uso di vaccini per ridurre la necessità di antibiotici e contestualmente monitorando la qualità dell’acqua, soprattutto negli allevamenti intensivi, per assicurare condizioni ottimali di crescita garantiti anche dall’utilizzo di mangimi arricchiti con probiotici per rafforzare il sistema immunitario dei pesci.

L’altro pilastro è la salvaguardia della salute umana che si ottiene attraverso un controllo della sicurezza alimentare per prevenire contaminazioni e malattie zoonotiche, ma anche con la limitazione dell’uso eccessivo di antibiotici per contrastare la resistenza antimicrobica. Il tutto per produrre del pesce con elevato valore nutrizionale per una dieta sana ed equilibrata.

Il terzo ed ultimo, ma non per questo meno importante, è la salute ambientale. Si perviene a questo risultato adottando pratiche di allevamento sostenibili per ridurre l’impatto sugli ecosistemi acquatici come, per esempio, lo sviluppo di sistemi di acquacoltura integrata, (acquaponica), il tutto per ottimizzare le risorse. Un controllo particolare in questo ambito è quello delle specie invasive per preservare la biodiversità marina.

L’integrazione del modello One Health nell’acquacoltura rappresenta dunque una strategia chiave per il futuro del settore. La collaborazione tra veterinari, biologi marini, produttori ittici e istituzioni sanitarie è essenziale per garantire la salute dei pesci, la sicurezza alimentare e la tutela dell’ambiente.

Solo attraverso un approccio multidisciplinare sarà possibile affrontare le sfide dell’acquacoltura moderna e garantire un futuro più sostenibile e sicuro per tutti.

One Health e acquacoltura: un approccio integrato per un futuro sostenibile

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Seafood Expo Global. L’industria ittica mondiale si dà appuntamento a Barcellona

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Seafood Expo Global. L’industria ittica mondiale si dà appuntamento a Barcellona – Barcellona torna ad essere il cuore pulsante dell’industria ittica globale. Dal 6 all’8 maggio 2025, la Fira de Barcelona – Gran Vía accoglierà la 31ª edizione del Seafood Expo Global/Seafood Processing Global, l’evento internazionale più atteso da chi opera nel mondo della pesca, dell’acquacoltura e della trasformazione alimentare. Un appuntamento irrinunciabile per buyer, produttori, fornitori e innovatori del settore.

Con oltre 50.000 metri quadrati di spazio espositivo già venduti e una lista in continua crescita di aziende provenienti da 79 paesi, l’edizione 2025 si preannuncia come la più grande di sempre. Non solo numeri da record, ma anche un fermento concreto: 63 padiglioni nazionali e regionali porteranno in fiera le eccellenze ittiche di tutto il mondo, con un focus sempre più marcato sull’innovazione, la sostenibilità e la tecnologia.

Tra le nuove presenze spiccano Brasile, Sri Lanka, l’Isola della Riunione, Malta e Giappone, mentre l’Italia conferma la propria centralità nel panorama marittimo internazionale. A condividere gli spazi fieristici, le grandi firme del settore: da Mowi a AquaChile, da Cermaq a Lerøy Seafood, passando per realtà emergenti come Nutrisco SA, che propone pesce fresco cileno con un approccio etico e sostenibile, o la spagnola OPPAO, pioniera nella pesca a basso impatto ambientale.

L’altro grande pilastro dell’evento è il Seafood Processing Global, dove protagonisti saranno tecnologie, macchinari, servizi e materiali per la lavorazione e il confezionamento dei prodotti ittici. Qui si muove l’avanguardia: Fishtek Marine lavora per ridurre le catture accessorie, Ace Aquatech sviluppa soluzioni intelligenti per l’acquacoltura, mentre la norvegese Stingray Marine Solutions sperimenta l’uso dei laser per eliminare i parassiti del pesce allevato.

A rendere ancora più densa l’offerta, un programma di oltre 20 conferenze condotte da esperti internazionali, che analizzeranno le evoluzioni della filiera: dalle nuove direttive europee sulla tracciabilità alla risposta del mercato ai cambiamenti climatici, dai comportamenti di consumo post-pandemia fino alle sfide poste dall’intelligenza artificiale nel controllo qualità.

Seafood Expo Global è molto più di una fiera: è un hub globale di opportunità. È qui che si definiscono le rotte del business, si stringono partnership strategiche e si anticipano le tendenze che influenzeranno i mercati dei prossimi anni. In un settore che oggi più che mai ha bisogno di visione, connessione e coraggio innovativo, Barcellona si conferma la capitale dove tutto prende forma.

Seafood Expo Global. L’industria ittica mondiale si dà appuntamento a Barcellona

 

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Zes unica, le modalità di invio della comunicazione

Notizia importante

Tutte le imprese del comparto della pesca e dell’acquacoltura che intendono beneficiare del credito di imposta “Zes Unica” devono comunicare all’Agenzia delle Entrate, nel periodo che va dal 31 marzo al 30 maggio, l’ammontare delle spese sostenute dal 1° gennaio 2025 e anche tutte quelle che intendono sostenere fino al 15 novembre 2025.

Il modello di comunicazione da utilizzare è quello approvato con il Provvedimento Prot.N.25986/2025, da inviare esclusivamente per via telematica utilizzando il software “ ZES UNICA AGRICOLA 2025”.

Entro cinque giorni dalla data di presentazione della comunicazione verrà rilasciata ricevuta che ne attesta la presa in carco, ovvero lo scarto, specificando in quest’ultimo caso le relative motivazioni. 

Inoltre, tutti coloro che hanno presentato la comunicazione entro il 30 maggio 2025 dovranno inviare all’Agenzia delle Entrate, a pena di decadenza, la comunicazione integrativa attestante l’avvenuta realizzazione entro il 15 novembre 2025 degli investimenti. I termini entro cui inviare la comunicazione integrativa vanno dal 20 novembre 2025 al 2 dicembre 2026

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