Il Commissario europeo Kadis a Roma

Incontro con le rappresentanze delle città costiere

Celebrato a Roma il convegno “Il settore della pesca in Italia e l’Unione Europea: sfide ed opportunità”, organizzato dal Masaf  in occasione della prima visita ufficiale in Italia del Commissario europeo per la Pesca e gli Oceani, il cipriota Costas Kadis.

Incontro formale ieri con le marinerie italiche

E’ stata una significativa occasione di confronto tra istituzioni italiane ed europee, con la partecipazione degli assessori regionali alla pesca e dei principali rappresentanti del settore ittico nazionale. L’argomento clou è stata l’analisi delle prospettive e delle sfide del comparto nel contesto delle politiche europee, con particolare attenzione alla sostenibilità, alla tutela delle marinerie italiane e alla competitività delle imprese coinvolte.

Le parti hanno evidenziato la necessità di un dialogo costante tra Italia e Unione Europea per garantire il sostegno e lo sviluppo del settore ittico.

Il Commissario Kadis ha riconosciuto il ruolo strategico dell’Italia nel Mediterraneo, evidenziando il contributo che il nostro Paese può portare nella definizione delle politiche europee sulla pesca, ed ha elogiato la capacità dell’Italia di integrare sistemi avanzati per il monitoraggio delle acque,  ribadendo il sostegno della Commissione nel processo di digitalizzazione della pesca.

Sindacati ad incontro con Kadis a Roma

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Sindacati ad incontro con Kadis a Roma – Si è svolto ieri a Roma l’incontro “Il settore della pesca in Italia e l’Unione Europea: sfide ed opportunità”, con rappresentanti del Masaf, dell’Ue e delle parti sociali della pesca.
In rappresentanza dei sindacati è intervenuto il Segretario nazionale della Fai-Cisl Patrizio Giorni, che ha sottolineato: “Non possiamo lasciare affondare diritti e tutele: la pesca in Italia non è solo un comparto produttivo, è un pezzo della nostra storia, della nostra cultura e della nostra identità, eppure i lavoratori del mare sono sempre più soli di fronte a difficoltà enormi, tra normative stringenti, costi insostenibili, concorrenza sleale e condizioni di lavoro sempre più dure. Fai, Flai e Uila Pesca sono al loro fianco, nelle banchine e nei tavoli istituzionali, per garantire che la loro voce venga ascoltata: chiediamo di rafforzare il coordinamento tra le parti sociali, promuovere un dialogo ancora più costruttivo con le istituzioni europee e sostenere iniziative che valorizzino il ruolo delle comunità locali nella gestione responsabile delle risorse”.
Tra le criticità evidenziate dai sindacati, le politiche europee sulla pesca: “Come Fai, Flai e Uila Pesca non smetteremo di batterci affinché l’Unione Europea adotti un approccio che tuteli sia l’ambiente sia i lavoratori, garantendo un equilibrio tra sostenibilità e giustizia sociale. I lavoratori del settore vivono condizioni di lavoro massacranti, con turni estenuanti, fronteggiando continuamente l’incertezza di un domani che rischia di vedere cancellato ‘per decreto’ un mestiere al quale non viene nemmeno riconosciuto, da un punto di vista previdenziale, lo status di ‘lavoro usurante’. Il ddl ‘Valorizzazione risorsa mare’ ha esteso al comparto pesca l’applicazione dell’integrazione salariale prevista per i lavoratori agricoli sospesi temporaneamente dal lavoro, ma ancora mancano i decreti attuativi, per questo motivo è urgente un confronto tra le parti”.
Tra le rivendicazioni dei sindacati, sottolineate nell’incontro: un sistema di tutele adeguato per i lavoratori della pesca, con contratti dignitosi e un sistema di previdenza che tenga conto della durezza del mestiere; un maggiore coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori nei tavoli decisionali, sia nazionali che europei; un fondo di sostegno strutturato per i pescatori penalizzati dalle riduzioni di attività dovute ai piani di gestione e da decisioni dell’Unione; politiche di contrasto alla concorrenza sleale, con un’etichettatura chiara sull’origine del pescato e controlli più rigidi sulle importazioni; investimenti in innovazione e sicurezza per ridurre i rischi sul lavoro e migliorare la qualità della vita a bordo.
Sindacati ad incontro con Kadis a Roma

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Federpesca all’incontro con commissario Kadis

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Federpesca all’incontro con commissario Kadis – “Il settore ha profondamente bisogno di avviare un processo di modernizzazione e innovazione tecnologica delle aziende armatoriali, ma, ad oggi, la normativa europea non consente realmente questa evoluzione. E noi abbiamo bisogno che lei intervenga in tal senso”. Questo l’auspicio che il direttore di Federpesca, Francesca Biondo, ha rivolto al commissario europeo per la pesca, Costas Kadis ieri a Roma, durante l’incontro organizzato dal Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. A fare gli onori di casa, il Ministro Francesco Lollobrigida che ha ascoltato, insieme al commissario Kadis, gli interventi prima dei dirigenti del settore, poi dei vari rappresentanti di categoria del mondo della pesca professionale italiana. Tra il pubblico anche il neo presidente di Federpesca Giovanni Azzone e il vice presidente Federico Bigoni.

“Le esprimo la nostra gratitudine per la sua opinione, in qualità di Commissario e biologo, sull’approccio corretto per valutare le pratiche di pesca, la necessità di valutazioni mirate e analisi caso per caso, assicurando che le decisioni siano guidate da evidenze scientifiche aggiornate, piuttosto che da generalizzazioni preconcette – ha spiegato, tra l’altro, Francesca Biondo – Questo è fondamentale, tanto più in un contesto come il Mediterraneo. Non vogliamo di certo sottrarci dal riconoscere che la pesca abbia evidenti impatti, ma abbiamo sempre rivendicato la necessità secondo cui debba essere valutata rispetto ad altre pratiche di produzione alimentari e, in particolare, ad altri usi del mare, di cui in questi anni si è, invece, parlato troppo poco. Ne sono un esempio le crisi che stanno attraversando le marinerie della Sicilia meridionale e gli operatori dei piccoli pelagici in Adriatico”.

Approcci spesso troppo ideologici, normative che insistono sui pescatori italiani mentre navi senza alcun tipo di controllo intervengono nelle acque a poche miglia dai punti di pesca del Mediterraneo, rischiano di far estinguere un mestiere che non è solo produttivo ma culturale delle coste italiane. In un momento in cui i pescatori sono tra i primi a credere nella sostenibilità ambientale e nella tutela del mare che è sempre il più importante sostentamento per il loro futuro.

“Basta seguire le linee guida politiche della Presidente Von der Leyen – ha concluso il Direttore generale di Federpesca – che ha dichiarato ‘dimostreremo che l’Europa proteggerà la propria sovranità alimentare e coloro che ci forniscono il cibo’. Una sfida fondamentale, tanto più in un momento come quello che stiamo attraversando a livello mondiale, in cui l’autonomia strategica rappresenta un’urgenza per l’Europa. E gli imprenditori della pesca sono i primi a volerlo fare”.

Federpesca all’incontro con commissario Kadis

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Oyster Oasis, il laboratorio italiano dell’eccellenza del mare

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Oyster Oasis, il laboratorio italiano dell’eccellenza del mare – Nel settore della fornitura ittica, Oyster Oasis si distingue per un modello operativo basato su qualità, innovazione e sostenibilità. L’azienda non si limita a commercializzare prodotti di alto livello, ma adotta un approccio strategico che integra ricerca, tracciabilità e valorizzazione delle risorse marine, ponendosi come partner privilegiato per chef, ristoratori e operatori dell’hotellerie ed ancora per distributori Horeca e per la grande distribuzione organizzata. L’eccellenza non è solo un obiettivo, ma un processo continuo che coinvolge ogni fase della selezione, dalla provenienza delle materie prime fino alla loro destinazione finale.

Oyster Oasis vanta la più ampia gamma di ostriche disponibile sul mercato italiano, con oltre 200 varietà provenienti da filiere d’eccellenza in Europa, caratterizzate da rigorosi standard di allevamento e raccolta. Tra le referenze di punta l’ostrica San Michele e la Perla del Delta Tarbouriech, emergono come due prodotti che rappresentano l’eccellenza nella coltivazione e nella resa gastronomica. L’offerta si estende ben oltre, comprendendo crostacei, frutti di mare e pescato fresco, garantendo così soluzioni diversificate per le esigenze del settore gastronomico di alta fascia. L’attenzione alla qualità non si esaurisce nella selezione delle referenze, ma si traduce in un sistema di gestione che assicura la massima freschezza, integrità organolettica e affidabilità lungo tutta la catena del freddo.

Oyster Oasis non è solo un distributore, ma anche un produttore che punta con decisione sulla produzione italiana e sulla creazione di una filiera etica. Questo significa investire in allevamenti controllati e promuovere pratiche sostenibili che garantiscono la qualità del prodotto finale e anche il rispetto dell’ecosistema marino e il benessere degli operatori coinvolti nella filiera.

L’impegno di Oyster Oasis va oltre la fornitura e si estende a un servizio di consulenza specializzata volto a supportare i professionisti nella scelta delle migliori referenze e nella gestione sostenibile del pescato. L’azienda promuove inoltre attività di formazione e divulgazione per diffondere una cultura più consapevole del mare, con iniziative rivolte a migliorare le conoscenze tecniche nel settore.

La sostenibilità rappresenta un pilastro centrale della visione aziendale. Con la collaborazione con produttori che adottano pratiche responsabili e certificate, Oyster Oasis garantisce il rispetto dei cicli biologici marini, contribuendo quindi alla conservazione delle risorse ittiche. La selezione dei prodotti segue criteri stringenti che privilegiano metodi di pesca e allevamento a basso impatto ambientale, senza compromessi sulla qualità finale. Innovare significa anticipare le esigenze di un settore in continua evoluzione, trovando soluzioni che coniughino eccellenza gastronomica e responsabilità ecologica.

Più di un semplice fornitore, Oyster Oasis rappresenta un punto di riferimento per chi vuole trasformare il rapporto con il mare in un’esperienza consapevole e sostenibile. L’azienda unisce tradizione e progresso, gusto e innovazione, ridefinendo il ruolo della fornitura ittica nella ristorazione d’eccellenza.

Oyster Oasis, il laboratorio italiano dell’eccellenza del mare

“In Rete” è la rubrica di Pesceinrete che racconta le aziende del settore ittico attraverso le informazioni disponibili online. Il nostro obiettivo è offrire una fotografia oggettiva delle realtà presenti sul web, con l’intento di documentare il panorama del mercato in modo trasparente e informativo.

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Piana incontra commissario europeo alla pesca Kadīs

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Piana incontra commissario europeo alla pesca Kadīs – Il vicepresidente e assessore alla Pesca della Regione Liguria Alessandro Piana ha partecipato ieri a un importante convegno dedicato al futuro della pesca in Italia e al suo rapporto con l’Unione Europea.

L’incontro ha visto, tra gli altri, la presenza del nuovo Commissario Europeo alla Pesca Cōstas Kadīs e del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, oltre a rappresentanti del settore.

“Un confronto essenziale – ha dichiarato Alessandro Piana – per affrontare le sfide che il comparto sta vivendo. La Liguria, con la sua tradizione secolare e il suo patrimonio ittico, deve essere protagonista nelle strategie future, sia a livello nazionale che europeo”.

Nel corso dell’incontro sono stati affrontati temi cruciali come la gestione delle risorse, le normative comunitarie, la tutela delle marinerie locali e le prospettive di crescita del settore. Particolare attenzione è stata posta sull’importanza di una regolamentazione che coniughi sostenibilità ambientale e tutela dei lavoratori del comparto.

“È stato utile e fruttuoso, inoltre, il confronto con il sottosegretario Patrizio La Pietra – ha aggiunto Piana – perché solo con un lavoro sinergico tra istituzioni e operatori del settore possiamo garantire un futuro solido e competitivo alla nostra pesca”.

Piana incontra commissario europeo alla pesca Kadīs

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