Regione Puglia. In arrivo il nuovo bando FEAMPA

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Regione Puglia. In arrivo il nuovo bando FEAMPA – “Entro una settimana sarà pubblicato il nuovo bando per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA), all’interno del quale sarà riproposta la misura in favore della riqualificazione e dell’ammodernamento dei luoghi di sbarco e dei ripari di pesca. Nell’ambito di questa misura si potranno così recuperare anche le progettualità del vecchio bando 2014-2020, finanziate e mai avviate, dei comuni di Barletta, Carovigno, Maruggio, Polignano a Mare e Torchiaroo, il tutto alla condizione che detti comuni possano avvalersi del livello esecutivo di progettazione. A questi 5 comuni potranno aggiungersi, con traslazione diretta nei nuovi fondi FEAMPA, anche i progetti dei comuni di Margherita di Savoia, Castrignano del Capo e Ugento, i quali, destinatari di finanziamento con il vecchio bando, sono stati avviati ma con una spesa inferiore al 70 %. La spesa ammessa a finanziamento con il vecchio bando fu di euro 9.396.795,35, ripartiti tra 17 comuni. Di questi 17 comuni ce ne sono 8 che hanno chiuso i lavori o sono prossimi alla conclusione, ossia Gallipoli, Molfetta, Vieste, Bisceglie, Ischitella, Peschici, Zapponeta, Fasano e Salve”.

Lo dichiarano gli assessori della Regione Puglia all’Agricoltura, Donato Pentassuglia, e al Bilancio, Fabiano Amati.

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Frode nell’etichettatura dei prodotti ittici. Analisi globale e prospettive di intervento

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Frode nell’etichettatura dei prodotti ittici. Analisi globale e prospettive di intervento – Negli ultimi anni, il fenomeno della frode legata all’etichettatura errata dei prodotti ittici ha sollevato preoccupazioni a livello globale. La crescente complessità delle filiere di approvvigionamento, il commercio internazionale e la domanda sempre più elevata di prodotti ittici hanno contribuito a rendere il settore vulnerabile a manipolazioni e inganni. Questo fenomeno non riguarda solo alcuni mercati, ma si estende ovunque, dalle grandi economie come gli Stati Uniti e l’Europa fino ai mercati emergenti dove i controlli sono spesso meno rigidi.

Un’importante meta-analisi pubblicata su ScienceDirect ha analizzato il fenomeno negli Stati Uniti, rivelando che il 39,1% dei prodotti ittici venduti risulta etichettato in modo errato. La sostituzione di specie è una delle pratiche più diffuse, in cui pesci meno pregiati vengono venduti come varietà di maggior valore, spesso per massimizzare i profitti. Anche l’uso di denominazioni di mercato non accettabili è una strategia comune per confondere i consumatori, mentre la presenza di nomi commerciali ambigui aggiunge ulteriore confusione nel mercato.

Le conseguenze di questo fenomeno sono profonde e impattano diversi ambiti. Dal punto di vista della salute pubblica, il consumo di specie non dichiarate può esporre i consumatori a rischi come allergeni sconosciuti o livelli di tossine superiori agli standard di sicurezza. Sul piano ambientale, la pratica del mislabeling mina gli sforzi per una pesca sostenibile, vanificando il lavoro di certificazioni e regolamentazioni create per proteggere gli ecosistemi marini. A livello economico, la fiducia del consumatore viene compromessa, danneggiando non solo chi acquista ma anche le aziende oneste che operano nel settore con trasparenza.

Per contrastare questa problematica è necessario rafforzare i controlli lungo tutta la filiera, promuovere una regolamentazione più rigorosa e investire in tecnologie avanzate come il sequenziamento del DNA per garantire l’autenticità delle specie ittiche vendute. Inoltre, sensibilizzare i consumatori sull’importanza di un acquisto consapevole può contribuire a ridurre il mercato per i prodotti contraffatti. L’attenzione mediatica e l’impegno di diverse istituzioni stanno facendo emergere i primi segnali positivi, indicando che un cambiamento concreto è possibile. L’obiettivo è creare un’industria ittica più trasparente, dove la sostenibilità e la qualità non siano più un’eccezione, ma la norma.

Frode nell’etichettatura dei prodotti ittici. Analisi globale e prospettive di intervento

 

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Caviar Giaver a Taste Firenze 2025

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Caviar Giaver a Taste Firenze 2025 – Dall’8 al 10 febbraio 2025 Firenze diventa la capitale del Food & Beverage italiano.​ In questa occasione, l’invito è a scoprire la prelibatezza della collezione unica di caviale Giaveri, composta da ben 8 tipologie diverse, tra cui i rarissimi caviali Beluga Imperial e Persian Osietra di Caviar Giaveri, protagonisti di una degustazione guidata esclusiva condotta dal nostro brand ambassador Maurizio Barcella.

Il 2025 è l’anno delle stelle, ovvero le eccellenze da bere e da mangiare, anima del Pitti Taste, che si accendono come astri solitari oppure si uniscono, formando costellazioni. Questo è il tema e la filosofia scelta dagli organizzatori: un bel cielo stellato popolato di prelibatezze, tanto che il titolo del tema del salone è “Nato sotto il segno del gusto”.

Le proposte Caviar Giaveri sono protagoniste in questo firmamento: il Beluga Imperial è per veri intenditori, celebre per la sua qualità ineguagliabile e il sapore delicato e raffinato. Le uova morbide coccolano il palato, regalando sensazioni sublimi e afrodisiache. Il Persian Osietra è una delle tipologie più rare al mondo, produzione esclusiva di Caviar Giaveri, dall’esperienza sensoriale eccelsa: le perle sono grandi e succose, con un gusto marino pieno ma incredibilmente delicato. Insieme, rappresentano un’opportunità unica per immergersi nella qualità superiore, frutto di una tradizione di famiglia.

L’appuntamento è, quindi: dall’8 al 10 febbraio 2025 -Taste 2025 – Firenze – Padiglione centrale/Piano terra/P/11

Per vivere un’esperienza sensoriale alla scoperta dei segreti dell’eccellenza più autentica, in una cornice preziosa come la città di Firenze, è possibile acquistare il biglietto e scoprire tutte le informazioni qui.

Per chi, invece, desiderasse conoscere più da vicino Caviar Giaveri, realtà a totale filiera interna e controllata che le permette di impegnarsi da sempre nel rispetto dell’ambiente, la salvaguardia della specie e la sostenibilità, è possibile consultare il sito www.caviargiaveri.com.

Caviar Giaver a Taste Firenze 2025

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Emilia-Romagna: nuove proposte per tutela fauna e gestione uccelli ittiofagi

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Emilia-Romagna: nuove proposte per tutela fauna e gestione uccelli ittiofagi – Una maggiore tutela della fauna ittica attraverso l’estensione della pratica del no-kill, l’adozione di buone pratiche per il benessere animale e di vigilanza contro il bracconaggio. E ancora le misure di gestione dedicate alle specie di uccelli che minacciano la biodiversità ittica, come il cormorano e l’ibis sacro.

Sono alcune delle proposte di modifica degli istituti di pesca emerse nel corso dell’annuale riunione della Commissione ittica regionale, presieduta dall’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi, indicate dai tavoli di consultazione locale per la pesca, in vista dell’adozione del nuovo Programma Ittico Regionale 2025/26. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti delle associazioni di pesca sportiva-ricreativa, delle associazioni di pesca professionale, delle Associazioni ambientaliste, delle Università regionali, dei Consorzi di bonifica e degli Enti parco nazionali, interregionali e regionali.

“È un momento fondamentale di confronto tra istituzioni, enti di gestione e rappresentanti del settore– afferma Mammi- per definire un Programma Ittico sempre più attento alla tutela della biodiversità e alla sostenibilità della pesca. Il nostro impegno è quello di garantire una gestione della pesca equilibrata e rispettosa degli ecosistemi, tutelando al contempo le attività economiche connesse al settore e la ricchezza del nostro patrimonio ittico. Stiamo lavorando anche a un piano di controllo per la gestione del cormorano fuori dagli allevamenti e ci confronteremo in tal senso con Ispra. C’è preoccupazione per la presenza numericamente molto alta di questa specie che sta minando l’equilibrio della fauna ittica, mettendo a repentaglio altre specie. Ci siamo presi l’impegno di effettuare rilevazioni e monitoraggi su questa situazione”.

Tra altri gli argomenti discussi, diversi territori hanno avanzato la necessità di adottare misure di protezione del periodo di riproduzione della carpa (frega della carpa) e di altri ciprinidi autoctoni, estendendo il periodo di divieto di pesca dal 15 aprile al 30 giugno in diverse province.

Gestione delle specie di uccelli ittiofagi: il cormorano e l’ibis sacro

Molta attenzione è stata riservata all’aumento e all’impatto degli uccelli ittiofagi sulla biodiversità ittica regionale, in particolare per quanto riguarda la popolazione autoctona del cormorano, che è una specie protetta, e dell’ibis sacro.

Nel caso del cormorano, la Regione è impegnata da tempo nel dialogo con Ispra, l’istituto nazionale deputato alla valutazione di eventuali misure gestionali proposte dalle Regioni, per individuare soluzioni tecniche che consentano di limitare la pressione predatoria e, al contempo, la corretta gestione di una specie protetta.

È stata presa in esame anche la diffusione dell’ibis sacro, specie esotica ed invasiva, per il quale la Regione ha già sviluppato azioni, anche grazie a una collaborazione con il mondo accademico, finalizzate all’approvazione di un piano di controllo regionale in tempi brevi, coerente con il quadro normativo europeo e nazionale.

Emilia-Romagna: nuove proposte per tutela fauna e gestione uccelli ittiofagi

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Italia e salmone: un mercato in espansione che ridefinisce le strategie globali

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Italia e salmone: un mercato in espansione che ridefinisce le strategie globali – L’Italia si sta affermando come un mercato chiave per il salmone, con un consumo che continua a crescere in maniera costante e una domanda sempre più orientata verso qualità, tracciabilità e sostenibilità. Se fino a qualche anno fa il salmone era considerato un prodotto di nicchia, oggi è diventato un ingrediente imprescindibile sia nella ristorazione che nei canali retail, conquistando un posto stabile tra le proteine più apprezzate dagli italiani.

Questa evoluzione non è passata inosservata ai grandi attori del settore, che guardano con interesse al nostro Paese, non solo per le potenzialità commerciali, ma anche per la capacità di anticipare e recepire nuove tendenze di consumo. La crescita del mercato italiano rappresenta un’opportunità unica per consolidare investimenti strategici e rafforzare la presenza di prodotti premium, in particolare quelli legati alla filiera norvegese.

L’Italia nel panorama internazionale del salmone

Le importazioni di salmone in Italia sono in continua espansione, con volumi che posizionano il nostro Paese tra i mercati più rilevanti a livello europeo. Questo trend riflette una trasformazione nelle preferenze alimentari: il salmone non è più solo una scelta gourmet, ma un alimento di consumo quotidiano, presente nei supermercati, nelle gastronomie e nei menù dei ristoranti.

L’industria norvegese, leader globale nella produzione di salmone, ha colto il potenziale di questo cambiamento, intensificando le attività promozionali e investendo sulla valorizzazione del prodotto attraverso partnership strategiche. Le campagne di comunicazione mirate e le collaborazioni con catene di ristorazione stanno contribuendo a rafforzare la percezione del salmone norvegese come sinonimo di eccellenza, tracciabilità e rispetto per l’ambiente.

Una crescita sostenuta da qualità e sostenibilità

Uno degli elementi che rendono il mercato italiano particolarmente attrattivo è la crescente attenzione dei consumatori alla qualità e alla provenienza del pesce. Il salmone norvegese, grazie ai rigorosi standard di produzione e ai controlli sulla sostenibilità, ha saputo imporsi come punto di riferimento per chi cerca un prodotto sicuro, certificato e nutrizionalmente valido.

L’evoluzione normativa in Europa e l’aumento della sensibilità verso i temi ambientali stanno spingendo il settore verso pratiche sempre più responsabili. La Norvegia, con i suoi programmi di gestione sostenibile dell’acquacoltura, è in prima linea nel rispondere a questa esigenza, posizionandosi come partner strategico ideale per un mercato italiano sempre più esigente.

Dinamiche di mercato e prospettive future

Nonostante il contesto economico globale presenti alcune sfide, il salmone continua a rappresentare una proteina competitiva rispetto ad altre fonti alimentari. Le previsioni indicano che la domanda rimarrà elevata, sostenuta dalla crescita della ristorazione specializzata e dall’espansione della distribuzione moderna.

In questo scenario, consolidare la posizione del salmone norvegese in Italia significa non solo rispondere a un’esigenza di mercato, ma anche anticipare le tendenze future, garantendo un’offerta sempre più in linea con le richieste dei consumatori. L’Italia, con la sua cultura gastronomica in continua evoluzione e una spiccata attenzione alla qualità, rappresenta un laboratorio strategico per testare nuove iniziative e rafforzare la presenza del prodotto nei canali chiave.

Un’occasione da non perdere per il settore ittico

Il legame tra il mercato italiano e l’industria del salmone è destinato a diventare sempre più solido. La combinazione tra domanda crescente, interesse per la qualità e opportunità di posizionamento rende l’Italia un terreno fertile per investimenti mirati, capaci di generare valore nel lungo periodo.

Per i player del settore, questo significa capitalizzare su un momento favorevole, investendo in strategie di branding, comunicazione e sostenibilità per consolidare la leadership del salmone norvegese nel panorama italiano. Le prospettive di crescita ci sono, e chi saprà coglierle oggi sarà protagonista del mercato di domani.

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