Influencer marketing in crescita il futuro passa da AI e personalizzazione

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Influencer marketing in crescita il futuro passa da AI e personalizzazione – Il settore dell’influencer marketing prosegue la sua espansione e si consolida come strategia fondamentale per i brand che desiderano rafforzare la loro presenza online. Secondo un recente report Inflead, si prevede una crescita fino a 26 miliardi di dollari entro il 2025, con un incremento significativo degli investimenti in tecnologia e automazione. In Italia, la spesa per l’influencer marketing ha già raggiunto i 352 milioni di euro nel 2024, segnando un aumento del 9% rispetto all’anno precedente. L’andamento positivo suggerisce una crescente centralità di questo settore nelle strategie di comunicazione aziendale.

Instagram e TikTok restano i punti di riferimento per i creator e i brand. Instagram si distingue per la varietà di formati visivi e le funzionalità di shopping integrate, mentre TikTok continua a dominare grazie alla rapidità e immediatezza dei suoi video brevi. Il recente stop temporaneo di TikTok negli Stati Uniti non ha ridimensionato la sua influenza globale, mantenendo tassi di engagement superiori rispetto ad altre piattaforme. Instagram mostra una predilezione per video di durata media tra 20 e 60 secondi, mentre TikTok enfatizza formati più brevi, sotto i 20 secondi, che favoriscono una fruizione immediata e diretta.

L’analisi delle performance tra le due piattaforme evidenzia una chiara differenziazione nei formati di contenuto. Su Instagram, i video restano la scelta principale per nano e micro influencer, mentre i creator più affermati puntano sui caroselli, ideali per trasmettere messaggi più articolati. Su TikTok, il formato video rimane il fulcro delle strategie, garantendo un tasso di engagement più elevato per visualizzazione rispetto a Instagram.

I contenuti organici prevalgono su entrambe le piattaforme, con TikTok che registra oltre il 95% di video non sponsorizzati. Su Instagram, invece, il numero di brand mention è più elevato tra nano e micro influencer, mentre i contenuti sponsorizzati raggiungono un massimo del 4,4% tra i country influencer.

Per quanto riguarda i settori più coinvolti, su Instagram il comparto Food & Beverage domina il panorama delle sponsorizzazioni, mentre su TikTok si osserva una maggiore diversificazione, con particolare attenzione ai settori Lifestyle, Fashion & Beauty e Travel. Le previsioni per il 2025 suggeriscono una progressiva convergenza tra le strategie di contenuto adottate sulle due piattaforme, con un’attenzione crescente alla personalizzazione.

L’adozione dell’intelligenza artificiale si rivela un elemento chiave per l’evoluzione dell’influencer marketing. Secondo le analisi, oltre il 60% dei marketer prevede di integrare l’AI nelle proprie strategie entro il 2025. I principali ambiti di applicazione includono la selezione dei creator più performanti e l’ottimizzazione della distribuzione dei contenuti. L’automazione dei processi di engagement e analisi dati permette di ottenere risultati più precisi e mirati.

Il settore è destinato a trasformarsi ulteriormente con l’avanzare delle tecnologie digitali. La personalizzazione e l’uso intelligente dell’AI saranno determinanti per massimizzare l’efficacia delle campagne e garantire una comunicazione più autentica e coinvolgente.

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GS1 Italy Servizi dà il via all’edizione 2025 dei percorsi executive dell’Academy

GS1 Italy Servizi dà il via all’edizione 2025 dei percorsi executive dell’Academy

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GS1 Italy Servizi dà il via all’edizione 2025 dei percorsi executive dell’Academy – Formare figure professionali indispensabili per gli operatori del largo consumo e capaci di portare valore nella collaborazione tra industria e distribuzione: ecco cosa rende unici i percorsi di formazione manageriale 2025.
Milano, 21 gennaio 2025 – Soddisfare i consumatori, calibrare l’offerta, migliorare il servizio, efficientare la logistica, ottimizzare i costi, aumentare la sostenibilità: sono molteplici le sfide che la filiera del largo consumo deve affrontare, oltretutto in un momento complicato per la dinamica domanda/offerta e con un’elevata complessità di attori e prodotti. In un contesto tanto complesso è decisivo puntare sulla formazione per far acquisire nuove competenze e introdurre in azienda nuovi saperi, indispensabili per governare uno scenario improntato all’omnicanalità.

«Con i due percorsi formativi, dedicati rispettivamente al Category management e alla logistica collaborativa, ambiti su cui abbiamo una radicata e riconosciuta competenza, Academy vuole affiancare le imprese della produzione e della distribuzione nel raggiungimento di una maggiore efficienza» spiega Ermanno Bertelle, Training Manager di GS1 Italy. «Espressamente sviluppati per rispondere alle esigenze e alle criticità degli operatori del largo consumo e per aiutarli a migliorare competenze e performance, sono corsi già apprezzati e che, edizione dopo edizione, registrano una sempre maggiore partecipazione».

Torna (a grande richiesta) il percorso di Category management

Si avvia alla sua quarta edizione l’ECR Certified Category Management Program, da cui finora sono usciti 30 esperti certificati di questo processo di definizione e gestione di ogni categoria come unità di business, che ha rivoluzionato il mondo del largo consumo e che l’omnicanalità ha reso ancora più indispensabile sia per le imprese dell’industria sia per quelle della distribuzione, coinvolgendo diverse funzioni aziendali.
Il percorso di Category management inizierà l’11 febbraio per concludersi il 1° ottobre 2025 e si articolerà in 11 sessioni formative, parte in presenza e parte online, caratterizzate dal bilanciato mix tra teoria e pratica e da training on the job, nel corso delle quali ogni partecipante elaborerà un project work basato sulla propria esperienza aziendale. Al termine del corso, dopo una prova scritta e la discussione del project work sviluppato, i partecipanti ottengono un attestato digitale (Open Badge), con cui certificare, valorizzare e condividere le competenze acquisite.
Interamente accessibile attraverso i Fondi Paritetici Interprofessionali Nazionali per la Formazione Continua, il corso di Category management è rivolto a funzionari commerciali, responsabili punti vendita, capi reparto e addetti al marketing digitale e di prodotto per i produttori; category manager, responsabili private label, buyer e merchandiser/responsabili di sell-out per i retailer.

Supply chain collaboration fa il bis

Secondo anno di realizzazione per il Percorso certificato di Supply Chain Collaboration per la filiera del largo consumo, che nella sua prima edizione ha avuto ben 21 partecipanti. Una proposta innovativa, perché coniuga le competenze teoriche della Graduate School of Management del Politecnico di Milano con i casi reali estrapolati da progetti collaborativi realizzati in ECR. E perché rappresenta tutti gli attori della filiera del largo consumo: aziende di produzione e distribuzione e operatori della logistica.

Articolato in sette giornate in presenza tra giugno e ottobre 2025, il percorso di Supply chain collaboration proposto da GS1 Italy Servizi permette ai partecipanti di scoprire come ottimizzare i processi interni e di interfaccia attraverso la collaborazione e l’innovazione di filiera. Il percorso prevede test inframodulo e un project work finale, necessario all’ottenimento di un Open Badge che certifica le competenze acquisite in modo pratico, verificabile e spendibile professionalmente a livello internazionale nel ruolo di supply chain collaboration expert/manager in tutte le aziende della filiera del largo consumo.

Formazione su misura e direttamente in azienda

Anche per il 2025, l’Academy continua a portare i contenuti formativi “targati” GS1 Italy e GS1 Italy Servizi direttamente nelle imprese, con progetti costruiti a misura delle specifiche esigenze aziendali sia in termini di contenuti che di modalità di fruizione.

Per maggiori informazioni: https://servizi.gs1it.org/academy/

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Domani presentazione “Piano Straordinario Granchio blu”

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 Domani presentazione “Piano Straordinario Granchio blu” – Sarà presentato domani alle 09.00, presso Masaf, il “Piano di intervento per contenere e contrastare il fenomeno della diffusione e della proliferazione della specie granchio blu“. Parteciperanno il Commissario straordinario per il granchio blu, Enrico Caterino, il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

Il Piano di interventi è stato redatto dal Commissario Straordinario, nominato dal Governo Meloni a settembre 2024. Alla stesura del documento hanno contribuito l’ISPRA, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, il CREA, le Capitanerie di Porto e gli Enti territoriali interessati.

L’obiettivo del Piano è definire linee guida strategiche per contribuire alla difesa della biodiversità degli habitat colpiti dall’emergenza, contenere e contrastare la diffusione e la proliferazione della specie granchio blu, prevenire l’aggravamento dei danni all’economia e al settore ittico e, infine, promuovere e sostenere la ripresa delle attività di allevamento e pesca.

 Domani presentazione “Piano Straordinario Granchio blu”

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Nostromo sceglie Pragmatika per le media relations

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Nostromo sceglie Pragmatika per le media relations – Nostromo, azienda di riferimento nel mercato delle conserve ittiche, ha affidato a Pragmatika, agenzia di comunicazione integrata bolognese, il mandato per la gestione delle attività di media relations.

Tra i compiti dell’agenzia la valorizzazione dell’ampia gamma di prodotti Nostromo, costantemente innovata per rispondere alle moderne tendenze di consumo e alle diverse esigenze nutrizionali.

Un rigoroso controllo integrato di tutte le fasi della filiera, dalla pesca fino alla distribuzione, e l’attenzione ai temi della sostenibilità, sono ulteriori elementi distintivi che caratterizzano il modello di approccio al mercato di Nostromo.

Pragmatika curerà anche la gestione dei contenuti del canale LinkedIn italiano di Nauterra, gruppo alimentare spagnolo a cui Nostromo appartiene, focalizzato in particolare su tutte le iniziative e i progetti sviluppati dalle aziende del gruppo in ottica Environmental, Social e Governance (ESG).

Francesca Ganassi di Nostromo commenta: “Qualità delle materie prime, equilibrio nutrizionale degli alimenti, eticità dei comportamenti, sostenibilità dei processi produttivi e dei pack, sono tutti fattori che oggi orientano le scelte d’acquisto. In Nostromo esiste una vocazione storica nel governare questi aspetti, rendendoli parte integrante del nostro approccio al mercato. Siamo certi che l’esperienza che ha maturato Pragmatika nel mercato food e la sua conoscenza dei temi ESG possa supportarci nel trasferire con efficacia e puntualità alla pubblica opinione i valori distintivi che ci caratterizzano”.

“Siamo molto contenti di affiancare una realtà come Nostromo che interpreta la propria missione d’impresa in modo innovativo, etico e attento agli impatti ambientali – racconta Rossella Lucangelo, CEO di Pragmatika – Metteremo a disposizione dell’azienda un’esperienza professionale maturata sul campo da 25 anni che ci ha visti spesso declinare e integrare la comunicazione di prodotto con temi legati alla sostenibilità economica, sociale e ambientale”.

Nostromo sceglie Pragmatika per le media relations

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Italia e fiducia nella scienza: perché siamo tra gli ultimi al mondo?

Italia e fiducia nella scienza: perché siamo tra gli ultimi al mondo?

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Italia e fiducia nella scienza: perché siamo tra gli ultimi al mondo? – Secondo un’ampia ricerca pubblicata su Nature Human Behaviour, l’Italia si posiziona tra i paesi con la minore fiducia negli scienziati. Lo studio, che ha coinvolto 70.000 persone in 68 paesi, ha analizzato il grado di fiducia della popolazione nei confronti della comunità scientifica, rivelando differenze sostanziali tra le nazioni.

A guidare la classifica della fiducia nella scienza sono Egitto e India, paesi in cui l’approccio alla conoscenza scientifica è visto come un’opportunità di crescita e progresso. Al contrario, l’Italia si trova in fondo alla lista, segnalando una diffidenza preoccupante nei confronti della ricerca e degli esperti.

Perché gli italiani diffidano della scienza?

Le ragioni di questa sfiducia sono molteplici. Fattori culturali e storici hanno reso la comunicazione scientifica spesso poco accessibile e autoreferenziale. Inoltre, negli ultimi anni, la pandemia ha messo in evidenza divisioni tra scienza e opinione pubblica, con una crescente polarizzazione delle informazioni. La politica e la percezione mediatica hanno influito negativamente, generando un clima di scetticismo diffuso.

Scienza e settore ittico: un’opportunità mancata?

Se la fiducia nella scienza è bassa, il rischio è che anche settori fondamentali come la pesca e l’acquacoltura non sfruttino appieno il potenziale della ricerca. Eppure, il settore ittico è fortemente legato ai progressi scientifici: dalla gestione sostenibile delle risorse marine alla tracciabilità del pescato, passando per le nuove tecnologie di acquacoltura che riducono l’impatto ambientale.

In altri paesi, come la Norvegia e il Canada, la ricerca ha rivoluzionato l’industria ittica, rendendola più efficiente e sostenibile. L’Italia, pur vantando eccellenze nel campo della biologia marina e della gestione delle risorse ittiche, fatica a integrare i risultati scientifici nelle politiche del settore. Questo rappresenta una grave lacuna, soprattutto in un momento in cui la sostenibilità è al centro delle politiche europee.

Medie ponderate della fiducia negli scienziati nei vari paesi e regioni (1 = molto bassa, 3 = né alta né bassa, 5 = molto alta).

Cosa può fare l’Italia per colmare il divario?

Per invertire questa tendenza, è necessario lavorare su più fronti:

  • Migliorare la comunicazione scientifica, rendendo la ricerca più accessibile e comprensibile al grande pubblico.
  • Coinvolgere gli scienziati nelle politiche pubbliche, garantendo che le decisioni siano basate su dati e non su interessi di breve termine.
  • Investire in ricerca e sviluppo nel settore ittico, supportando le imprese nella transizione verso una pesca e un’acquacoltura più sostenibili.
  • Educare le nuove generazioni, affinché la scienza torni a essere percepita come un valore e non come un’opinione tra le tante.

L’Italia si trova di fronte a una sfida cruciale: recuperare la fiducia nella scienza per garantire un futuro sostenibile anche ai settori produttivi strategici come la pesca e l’acquacoltura.

La ricerca può essere la chiave per trasformare il settore ittico in un’eccellenza globale, ma solo se il Paese sarà in grado di riconoscerne l’importanza e sfruttarne il potenziale.

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