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Tuttofood alza l’asticella. Milano punta al vertice globale del food & beverage – Tuttofood è pronta a trasformare Milano nella capitale mondiale del cibo. La decima edizione della manifestazione, presentata alla Farnesina, promette di superare ogni aspettativa grazie a una regia strategica che unisce la visione di Fiere di Parma, la potenza logistica di Fiera Milano e il respiro internazionale di Koelnmesse. È una mossa audace, maturata in due anni di preparazione certosina, per rendere l’evento non solo il palcoscenico più ambito per il food & beverage italiano, ma anche una calamita per gli attori globali della filiera agroalimentare.

Milano si prepara a vivere una vera e propria full immersion, non solo nei padiglioni di Rho Fiera ma anche con un fuori salone diffuso che promette di conquistare la città. Un format pensato per andare oltre la classica fiera di settore e trasformarsi in un’esperienza immersiva capace di attrarre tanto il pubblico business quanto i consumatori finali. La data da segnare è il 3 maggio, quando le porte di Tuttofood si apriranno per accogliere una platea di 3.000 buyer internazionali tra retail e food service, frutto di un raffinato lavoro di scouting e data mining condotto da Ice e Fiere di Parma.

Il messaggio è chiaro: l’Italia non si accontenta di giocare in casa. Il nostro agroalimentare, che rappresenta da solo il 10% della manifattura nazionale e si posiziona come secondo settore industriale dopo la meccanica, punta con decisione a consolidare la propria leadership internazionale. L’obiettivo non è solo competere, ma differenziarsi, evitando la corsa al ribasso sui volumi e puntando invece su qualità, autenticità e sostenibilità. Le nostre piccole e medie imprese, maestre nell’arte dei prodotti Dop e Igp, trovano in Tuttofood una piattaforma ideale per raccontare al mondo intero la propria capacità di innovare rispettando la tradizione.

Dietro questo ambizioso disegno c’è anche la visione del governo italiano. Matteo Zoppas, presidente di Ice, ha sottolineato con forza come la “diplomazia della crescita” sia la strada maestra per abbattere barriere come i dazi e ampliare la presenza del made in Italy oltre i consueti circuiti della ristorazione etnica. Con il supporto di strumenti dedicati, dalle missioni esplorative all’orientamento doganale e di certificazione, Ice affianca le imprese nei loro percorsi di internazionalizzazione garantendo un potenziale di crescita fino al +5%.

A tutto questo si aggiunge un progetto dal sapore culturale ma con enormi risvolti economici: la candidatura della cucina italiana a Patrimonio dell’Umanità Unesco, sostenuta da un investimento governativo da 100 miliardi di euro. Un riconoscimento che andrebbe a rafforzare ulteriormente il posizionamento del nostro cibo nei mercati internazionali, ampliando la portata dei prodotti italiani in canali ancora oggi poco esplorati.

Antonio Tajani, ministro degli Affari Esteri, ha ribadito il pieno appoggio dell’esecutivo a questa sfida, fissando obiettivi precisi: portare l’export italiano da 623 miliardi a 700 miliardi entro la fine della legislatura. Ambasciate e consolati saranno la vetrina del made in Italy nel mondo, supportati da una squadra compatta di istituzioni e strumenti finanziari, da Ice a Sace, da Simest a Cassa Depositi e Prestiti. E i prossimi viaggi del ministro, dall’India all’Arabia Saudita, dal Messico al Giappone, confermano la volontà di presidiare ogni mercato strategico.

Per il comparto ittico e agroalimentare italiano, Tuttofood 2025 rappresenta quindi una straordinaria occasione di visibilità e crescita. Non si tratta solo di partecipare a una fiera, ma di essere protagonisti di una narrazione globale che intreccia cultura, economia e innovazione.

Tuttofood alza l’asticella. Milano punta al vertice globale del food & beverage

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